Sanità, è fuga verso il Veneto

SACILE. «Per l’operazione della cataratta vado in Veneto». Sacilesi in fuga: Adriano Paoluzzi emigra nella sanità trevigiana. «All’ospedale di Sacile ci sono tempi di attesa di almeno un anno per la visita di controllo – ha verificato Paoluzzi –. In quelli di Vittorio Veneto e Conegliano, invece, è meglio». Il Veneto lamenta la migrazione di 15 mila pazienti verso il Friuli, ma a Sacile il trend cambia direzione. Almeno in alcuni settore di cura.
«Per i day hospital molti veneti attraversano il confine a Nordest, ma da Sacile anche per un’operazione di ernia o prostata si può misurare il tasso verso i nosocomi veneti. Per le degenze più lunghe si va anche in Emilia (al Rizzoli di Bologna per problemi ortopedici), Lombardia e Trento – rilevano alcuni sacilesi con Paoluzzi –. Non sarà un’ emorragia ma il fenomeno esiste».
Il dato di attrazione, misurato 24 mesi fa dall’Istat, era di 5,7 per le strutture sanitarie friulane (in arrivo tanti dall’est europeo) e di 3,4 in Veneto. «A Sacile questa tendenza non corrisponde alle tendenze reali – rilevano –. Un fenomeno che si chiama mobilità ospedaliera e che viene considerato nel formulare sia il Piano socio sanitario per la regione (se una specialità attira molto vale la pena potenziarla, ad esempio) sia nella stesura del bilancio».
L’indice di fuga dei veneti, misurato dagli ospedali locali sul confine con il Friuli, è passato dal 4,4% al 6,4 in pochi anni (in 8 anni si sono persi circa 15mila ricoveri). Ci sono specialità, invece, che non risentono del fenomeno: oculistica, urologia, chirurgia generale, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, psichiatria, ortopedia (per esempio a Motta di Livenza).
Se la fiducia dei veneti è per quanto riguarda l’ortopedia la casa di cura San Giorgio e l’Azienda ospedaliera di Pordenone, i sacilesi prediligono l’istituto Rizzoli di Bologna e l’ospedale di Motta di Livenza. Per potenziare il polo attrattivo sanitario del Veneto e per invertire la tendenza (senza pagare alle altre regioni per le cure dei residenti), si sviluppano i centri di eccellenza sui livelli dell’assistenza ospedaliera.
«A questo si aggiunge una politica tariffaria competitiva – dice Paoluzzi –. Sono gentilissimi medici e infermieri veneti».
I controlli oculistici a Sacile, hanno le liste d’attesa. «Per una visita servono pazienza e nervi saldi – conferma l’attesa l’ex consigliere comunale Gigi Zoccolan –. Tanti cercano l’alternativa nomade». L’oculista ha un’anticamera media di 308 giorni.
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