Sanità e cuore ad Aquileia: Loreta Dijust festeggia 30 anni di Studi Medici di fronte alla Basilica

La fondatrice del Centro Medico Patriarchi compie un traguardo storico all'età di 86 anni. Nati contro il parere del marito, gli ambulatori ospitano oggi 25 specialisti. Il sindaco Zorino le consegnerà un premio speciale per l'impegno con la Onlus che accompagna gratis i malati

Francesca Artico

È stata, ed è, una imprenditrice lungimirante, tenace, consapevole del ruolo che svolge nella società, ma è anche una donna che ha dedicato trent’anni della sua vita al lavoro senza dimenticarsi di aiutare il prossimo.

Lei è Loreta Dijust, 86 anni portati con grinta, che ad Aquileia ha costituito una realtà imprenditoriale di servizi alla salute, gli Studi medici specialistici nati però come Centro medico Patriarchi, per un ambito territoriale significativo dove operano venticinque medici specialisti e dove confluiscono numerosi pazienti nel corso dell’anno. Il 5 giugno festeggerà trent’anni di attività, con la determinazione di andare avanti senza sosta, nell’occasione riceverà un riconoscimento dal sindaco Emanuele Zorino.

Loreta Dijust costituisce un esempio virtuoso di imprenditoria femminile ad Aquileia, ma anche un esempio a livello sociale: ha infatti fondato nel 2017 l’Associazione di assistenza sociale e socio sanitaria Sam onlus, che grazie a due autisti volontari fornisce gratuitamente servizi di supporto e accompagnamento con un proprio mezzo a pazienti alle visite mediche e alle prestazioni sanitarie.

È Loreta a raccontarci oggi come tutto nasce. «Avevo una casa con due appartamenti affittati ereditati da mio padre, ma io volevo qualcosa di più per quella casa e a darmi l’idea e stato un medico di medicina generale, Lino Argenton, chiedendomi se gli volevo affittare l’immobile perché voleva riportare lo studio in zona Capitolo (l’edificio è di fronte alla basilica patriarcale).

A quel punto ho deciso: avrei trasformato la casa in ambulatori per i medici. Mio marito Samuele Marangon, che si occupava di attività petrolifere, sostenuto da mia madre, osteggiò subito questa mia idea, ma ormai avevo deciso».

A far prendere questa decisione a Loreta è anche un evento che la colpisce: la malattia del marito, a seguito della quale gira tra ospedali e centri medici tutta l’Italia e capisce il ruolo che riveste la sanità per la gente. L’imprenditrice va avanti ormai sicura che la sua idea funzioni: rende idoneo l’edificio, con più stanze, da adibire ad ambulatori medici in autonomia per offrire servizi di amministrazione e di accoglienza di supporto ai medici stessi verso i loro pazienti.

Effettua tutti gli interventi del caso e avvia l’attività, di cui nulla conosce avendo frequentato le scuole magistrali, con due medici: il ginecologo Giulio Cociancigh e il fisiatra Stefano Tuvo. L’attività inizia a espandersi fino ad arrivare agli attuali venticinque specialisti che spaziano in tutte le professioni, agli esami clinici e radiologici e molto altro, ma quattro anni dopo l’inaugurazione muore il marito. Loreta non molla e orgogliosamente dice che «tutti i macchinari li ho acquistati e li acquisto io, senza nessun contributo: ho fatto tutto da sola senza chiedere nulla a nessuno. Ho sempre portato avanti il mio motto: aiuta chi soffre e ti sentirai meglio anche tu».

La donna ricorda come la Sam onlus durante il Covid abbia «portato più di 800 persone a fare vaccini, esami e visite mediche negli ospedali dei dintorni, tutti viaggi fatti con l’ausilio di volontari che si sono fatti carico di questo servizio, che ringrazio. Gli studi medici sono nati trent’anni fa e io ne sono molto orgogliosa».

Oggi Loreta ha una collaboratrice amministrativa, Fedra Verginella, ma lei continua a controllare che tutto funzioni: questa è la sua forza.

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