Salvo il festival Natibongo ma è caccia allo sponsor

CIVIDALE. Nell’attesa di sapere se effettivamente, come prospettato nei mesi scorsi, il parco della Lesa bisserà l’esperienza Ligabue e ospiterà, dunque, un nuovo concertone estivo – l’amministrazione dovrebbe sciogliere le riserve a breve –, una certezza: l’etnico Natibongo, festival indipendente dedicato alle sonorità d’Africa e d’Australia, si farà, come sempre negli spazi verdi che sovrastano il Natisone. Il “recupero” del 2012, insomma (dopo un anno sabbatico, imposto dalla carenza di fondi), non è stato uno spot. Si va avanti, per quanto – riconoscono gli organizzatori – con grande fatica e con conseguente incertezza sul futuro. Perché le spese, ovviamente, sono ingenti. Ecco così l’appello: «Natibongo – esordiscono i promotori – ha potuto contare, finora, sul supporto di piccole e medie imprese della zona. La crisi economica, però, ha cambiato nettamente il panorama. Diverse di queste realtà sono state costrette a chiudere improvvisamente e alla nostra manifestazione è pertanto venuto a mancare un sostegno fondamentale. Lo staff del festival sta facendo del suo meglio (e con notevoli sacrifici) per non interrompere l’iniziativa, ma l’impegno è oneroso: ci vediamo quindi costretti a lanciare un accorato invito alle libere donazioni e sponsorizzazioni. Gli interessati possono contattarci tramite la mail sponsornatibongo@gmail.com».
In conclusione: per il domani acque incerte, ma l’edizione 2013, se non altro, è salva. E non sarà sottotono: «Arriveranno artisti di caratura europea: il duo Adele & Zalem, per esempio (da Parigi: la loro unica data italiana per quest’anno è proprio quella cividalese, il 31 agosto), i RhythMen, da Graz, i siciliani Ipercussonici. Parteciperanno alla kermesse, inoltre, la band veneta Acoustic Voyagers, i Ying2Yang, da Bologna, i Nação Nordeste, da Trieste, i friulani Playa Desnuda e parecchi dj, fra i quali Luca Buiat (Radio Onde Furlane)». Panorama, questo, passibile di integrazioni, visto che continuano a fioccare richieste da gruppi europei; il loro accoglimento o meno è vincolato al budget finale: tutto dipenderà, vale a dire, dalla sensibilità di eventuali sostenitori privati. Nessun dubbio, invece, sui corollari alla manifestazione, nel corso della quale saranno proposti i consueti workshop di didjeridoo e percussioni, giocoleria, spazi di danza, un mercatino etnico. Completerà il quadro “Anbaradan, le musiche di un an” (domenica 1 settembre), progetto attuato in collaborazione con il Centro di aggregazione giovanile di Carraria: sul palco vari gruppi musicali cividalesi e dell'hinterland.
Lucia Aviani
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