Salvi “a metà” i lavoratori del Consorzio Aussa Corno

SAN GIORGIO DI NOGARO. Il commissario liquidatore Marco Pezzetta “salva” i 15 dipendenti del Consorzio Aussa Corno. È stato infatti siglato ieri l’accordo tra i lavoratori del Consorzio Aussa Corno e lo stesso Pezzetta, con l’assistenza delle organizzazioni sindacali, che raggiunge l’obiettivo di impedire l’interruzione dei rapporti di lavoro, pur in presenza della liquidazione commissariale dell’ente recentemente disciolto e, nel contempo, non aggravare la situazione di dissesto del Consorzio.
Tutto questo nell’ottica che non possano venire formalmente adottati gli auspicati interventi normativi capaci di colmare l’anomalia in essere. Ovvero che i lavoratori del Consorzio Ziac sono privi di ammortizzatori sociali a causa del quadro giuridico attuale. Da ora i lavoratori saranno operativi a orario ridotto.
«L’accordo – si legge in una nota – consentirà di mantenere i servizi essenziali nella misura in cui siano coerenti con la legge regionale 3/1999, rispondenti alle finalità di pubblico interesse del Consorzio e non arrechino alcun pregiudizio alle ragioni dei creditori, così da tutelare anche le imprese insediate».
Cioè continuare ad effettuare la manutenzione ordinaria delle strade e della rete ferrovia, dei passaggi a livello, dell’illuminazione, e altri interventi minori, con le poche risorse a disposizione.
I dipendenti hanno preso atto consapevoli della situazione in cui versa l’ente e pare abbiano apprezzato l’atteggiamento del commissario. Restano però in attesa dell'evolversi della situazione.
E proprio sul commissario liquidatore Marco Pezzetta che il consigliere regionale del Pd Mauro Travanut, ha presentato un’interrogazione in Regione per chiedere spiegazioni sulla presunta incompatibilità del commercialista udinese con l’incarico assegnato.
Travanut motiva che tale richiesta è sostanzialmente dovuta al fatto che Pezzetta avesse già ricoperto in passato alcune cariche all’interno del Consorzio Ziac, oltre che aver svolto nel 2009 «attività relative alla transazione di beni in capo al Consorzio Aussa Corno, in qualità di privato professionista».
Chiamato in causa, il commissario Ziac risponde: «Ritengo che non ci siano elementi, come previsto dalla legge, che denuncino l’incompatibilità. Ho attentamente verificato se ce ne fossero stati, e non ne ho rilevati – dice –, altrimenti non avrei accettato la carica. È mia abitudine operare nella più assoluta trasparenza. Voglio comunque ribadire che se ci fossero dei problemi sono pronto a rimettere la carica nella mani della Regione».
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