Salvezza Sangalli blindata: sarà ceduta a un big mondiale

SAN GIORGIO DI NOGARO. La notizia ha il suono della riscossa: la “Sangalli Vetro Porto Nogaro spa” non soltanto è salva, ma passa ora nelle mani di un grosso gruppo del settore. Di un primario player...

SAN GIORGIO DI NOGARO. La notizia ha il suono della riscossa: la “Sangalli Vetro Porto Nogaro spa” non soltanto è salva, ma passa ora nelle mani di un grosso gruppo del settore. Di un primario player industriale internazionale, cioè, che ha voluto e saputo formulare un’offerta irrevocabile d’acquisto per un importo idoneo a sostenere il piano di ripresa e auspicabile rilancio dell’azienda.

Intervenuta dopo che il tribunale di Udine, lo scorso 11 gennaio, aveva già ammesso la società alla procedura di concordato preventivo in “continuità diretta” (con prosecuzione dell’attività in proprio), la proposta ha ottenuto a sua volta il via libera del collegio giudicante, comportando la modifica della procedura nella forma della “continuità indiretta”. Ossia basata, appunto, sulla cessione a terzi dell’azienda e prosecuzione dell’attività d’impresa fino alla cessione (prevista a fine giugno 2016), con successiva messa in liquidazione.

Il provvedimento porta la data del 10 marzo e la firma del presidente del tribunale, Francesco Venier, e dei giudici Andrea Zuliani e Lorenzo Massarelli (relatore). L’atto era stato depositato dall’avvocato Giuseppe Campeis, legale di Sangalli, il 3 marzo. «La nuova proposta concordataria, come esposto nella relazione di attestazione speciale depositata dalla società e richiamata dal tribunale nel proprio provvedimento – spiega il legale – si dimostra funzionale al migliore soddisfacimento dei creditori, offrendo ai chirografari pagamenti molto maggiori di quelli attesi nell’alternativa della liquidazione dell’azienda».

Del patrimonio aziendale fanno parte anche i suoi 140 lavoratori, oltre alla quarantina dell’indotto. La Sangalli Porto Nogaro si è insediata nella zona industriale Aussa Corno nel 2010 per produrre con tecnologia avanzata vetro extrachiaro: con gli stabilimenti di Manfredonia, il Gruppo era il secondo produttore italiano con 1.300 tonellate al giorno prodotte, e rappresentava il 35 per cento del vetro float prodotto in Italia, per un fatturato di circa 130 milioni di euro, occupando circa 400 addetti. La crisi economica del settore immobiliare ed edilizio ha fatto sì che nel 2014, nonostante l’ingresso del gruppo russo Glaswall con il 50 per cento, l’indebitamento abbia raggiunto i 140 milioni di euro complessivi a livello di gruppo. Così, lo scorso anno la finanziaria regionale Friulia, che deteneva il 16 per cento delle quote azionarie, si è trovata improvvisamente a essere azionista di maggioranza con il 54 per cento.

Spetterà ora ai creditori esprimersi sulla nuova proposta concordataria, nell’udienza già fissata e confermata per il prossimo 12 maggio davanti al tribunale. (l.d.f.)

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