Sabrina: «No ai calendari ho un figlio di nove anni»

Sabrina Salerno è il sogno segreto di tanti, di moltissimi. Chi scrive conosce parecchia gente che conserva gelosamente una sua foto nel portadocumenti, quasi si trattasse di una persona cara. Altri, all'interno di officine o negozi di pneumatici, si ostinano a mantenere affisso un calendario datato, purché ne metta in mostra le generose forme e il sorriso solare. Lei lo sa molto bene e ci gioca su, consapevole che il suo personaggio non consiste solo in questo. Sabrina è anche, e soprattutto, cantante, autrice, show-girl, ballerina e artista che sa amministrare molto bene il suo core-business e che altrettanto efficacemente ha saputo creare attorno a sé un collaudato team di produzione.
Sabato la Salerno sarà protagonista de La febbre degli anni 80, la grande festa al Palasport di Cividale firmata FullAgency, che a partire dalle 21 vedrà in pista dj e grandi ospiti che hanno fatto la storia della musica disco: i Righeira, Alberto Camerini, Den Harrow, i Rockets e la stessa Sabrina, che volentieri si è raccontata ai nostri taccuini: «Sabato non porterò la band, perché non sarà un mio show personale ma un party, al quale sono ben felice di partecipare».
– Tra i suoi prossimi lavori: un disco e un musical sulla vita di Feltrinelli e un album prodotto da Rick Nowels (Madonna, Santana, Geri Helliwell)... come fa?
«A volte succede tutto per caso, non sempre c'è un calcolo. Mi è successo di aver scritto dei brani che sono piaciuti molto a Nowels, il quale ha deciso di produrli. Tutto qui».
– Oltre 20 milioni di dischi, film, spettacoli tv, Sanremo e produzioni con altri artisti... c'è qualcosa che ancora non ha fatto e che vorrebbe realizzare?
«Mi piacerebbe molto far parte di un film di fantascienza. Ho avuto la fortuna di conoscere Rambaldi (il costruttore di E.T., ndr), che avrebbe voluto produrre una mia canzone su un alieno. Era un progetto grossissimo, con la Mattel, che purtroppo non si è potuto realizzare».
– A quando risale l'ultima proposta per un calendario?
«Sei mesi fa».
– Ci ha pensato?
«Vede, io ho un bambino di nove anni... cosa mai gli potrei raccontare?».
Alberto Zeppieri
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