Rubavano pezzi dagli autobus e lasciavano città senza mezzi: fermata banda accusata di colpi per oltre 330mila euro

Tre cittadini rumeni fermati dalla polizia dopo un’indagine partita da Pordenone. Sono accusati di aver rubato filtri antiparticolato da autobus pubblici in diverse città italiane, causando pesanti disagi al trasporto locale

Un’indagine durata mesi ha portato al fermo di tre cittadini stranieri, di origine rumena, accusati di aver messo a segno una serie di furti aggravati ai danni di autobus destinati al trasporto pubblico in diverse città del Centro-Nord Italia.

La squadra mobile della questura di Pordenone ha eseguito un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto emesso dall’Autorità giudiziaria.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i tre farebbero parte di un gruppo criminale specializzato nel furto di filtri antiparticolato, i cosiddetti FAP, componenti essenziali per il funzionamento dei mezzi pubblici.

Rubavano i filtri dei bus mandando in tilt le città, colpi anche a Pordenone: smantellata la banda criminale

Colpi tra Pordenone, Ancona e Torino

Gli investigatori hanno attribuito al gruppo almeno tre episodi di furto aggravato commessi tra novembre 2025 e aprile 2026 ai danni delle società di trasporto pubblico ATAP S.p.A., Conerobus S.p.A. e Gruppo Torinese Trasporti.

I colpi sarebbero stati messi a segno a Pordenone, Ancona e Torino, provocando danni economici complessivi superiori a 330mila euro.

Il primo episodio da cui sono partite le indagini risale alla notte tra il 23 e il 24 novembre 2025, quando dal deposito ATAP di Pordenone furono sottratti dieci filtri antiparticolato, causando un danno di circa 150mila euro.

Autobus bloccati e città in difficoltà

Le conseguenze non si sono limitate ai danni economici. La sottrazione dei filtri rende infatti gli autobus immediatamente inutilizzabili, bloccando di fatto il servizio pubblico.

In più occasioni, secondo quanto ricostruito, intere aree urbane si sarebbero ritrovate con pesanti riduzioni del trasporto locale, provocando disagi per lavoratori, studenti e cittadini.

Una situazione analoga si sarebbe verificata anche di recente nell’area nord di Torino, dove ulteriori furti con modalità simili hanno compromesso il regolare servizio.

L’indagine e il tentativo di fuga verso il confine

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire i movimenti del gruppo attraverso analisi di tabulati telefonici e telematici, sistemi GPS e monitoraggio delle banche dati del Ministero dell’Interno.

Dalle verifiche sarebbe emerso un modus operandi ormai consolidato: spostamenti rapidi su tutto il territorio nazionale a bordo di veicoli con targa estera e utilizzo di rotte strategiche per entrare e uscire dal Paese, soprattutto attraverso i valichi del Nord-Est e alcuni scali marittimi pugliesi.

Determinante la collaborazione con la Polizia di Frontiera di Gorizia, che ha consentito di intercettare i tre nei pressi del confine nazionale mentre tentavano di lasciare l’Italia.

Sequestri e nuovi accertamenti

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati capi d’abbigliamento, strumenti ritenuti utili per i furti e telefoni cellulari di interesse investigativo.

Sono ora in corso ulteriori approfondimenti per verificare il possibile coinvolgimento dei tre anche in altri episodi analoghi, tra cui il furto di altri otto FAP in provincia di Torino per un valore stimato di circa 95mila euro.

Al termine delle formalità, i tre fermati sono stati trasferiti presso la Casa circondariale di Gorizia, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

L’operazione viene considerata un passaggio importante nel contrasto ai reati predatori che colpiscono infrastrutture e servizi essenziali per la collettività.

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