Rubano un pick-up e lo usano come ariete, ma il furto non riesce

Vetrata in frantumi e danni per diecimila euro a Vidulis di Dignano, al bar Baker street. Il fuoristrada è poi stato incendiato. Un secondo colpo è stato tentato a Plasencis. Su entrambi gli episodi indagano i carabinieri
Dignano 29 Aprile 2016 spaccata al bar Copyright Petrussi Foto Press / Turco
Dignano 29 Aprile 2016 spaccata al bar Copyright Petrussi Foto Press / Turco

DIGNANO. Hanno rubato un Pick up Nissan a Nogaredo di Corno e lo hanno usato come ariete durante un tentativo di furto. Lo hanno lanciato contro la vetrata principale (di circa tre metri per tre) del bar birreria Baker Street, a Vidulis di Dignano, in via Nazionale.

Poi, però, i malviventi hanno desistito. Subito dopo il boato, infatti, verso le 2.30, un testimone ha sentito il forte rumore del veicolo che si allontanava a tutta velocità.

Poco più tardi, stesso copione in un altro bar della frazione di Plasencis di Mereto di Tomba. E anche in quel caso ai banditi, che molto probabilmente miravano ai soldi contenuti nelle slot-machine e nelle casse, è andata buca.

Nelle ore successive, intorno alle 6, i carabinieri hanno trovato il fuoristrada distrutto dalle fiamme.

«Mi hanno causato un danno enorme anche se non hanno portato via niente – racconta Carlo Peressini, il titolare del Baker Street, locale aperto da oltre sedici anni che più volte in passato è stato “visitato” dai ladri –, secondo le prime stime della vetreria e delle falegnameria dovrò spendere quasi diecimila euro.

Infatti – precisa –, i “soliti ignoti” hanno dapprima cercato di forzare la porta d’ingresso e l’inferriata che la protegge. Poi, evidentemente, si sono innervositi perchè non ci sono riusciti e hanno pensato di utilizzare il pick up. Così facendo sono letteralmente “entrati” nel locale, spazzando via tutti i mobili e in particolare le panche in legno».

Il locale è stato chiuso alle 2.06. E l’impianto di allarme è entrato in funzione alle 2.34. Tale circostanza induce gli investigatori a ipotizzare che i banditi abbiano tenuto d’occhio i movimenti del titolare. «Sono andato a casa verso le due – conferma lo stesso Peressini – è meno di mezz’ora dopo è scattato l’antifurto.

Abbiamo anche le telecamere, ma non so dire che cosa abbiano ripreso, dobbiamo ancora “estrarre” i video. Comunque sia, di certo chi compie questi gesti se ne infischia di tutti i sistemi di sicurezza. Dopo i primi furti avevo rinforzato la porta e messo appunto l’allarme. Ma evidentemente non basta.

Nulla ci mette al riparo da questa gente. E io, che sono già andato in Comune a firmare per la proposta di legge sulla legittima difesa e a tutela dell’inviolabilità del domicilio, sono davvero stufo». È una vergogna che in questo Stato il sistema giudiziario finisca per “difendere” i malfattori, non si può andare avanti così».

A Vidulis hanno effettuato un sopralluogo i carabinieri. I militari hanno raccolto testimonianze e tutta una serie di elementi ritenuti utili all’indagine. Tra questi anche i fogli caduti dal pick up durante la fuga e il racconto del vicino che era in cortile con il cane e che ha sentito i rumori provocati dai ladri.

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