Ronchi, area partenze da 5 milioni e adesso tocca agli Arrivi

Il restyling dell'aeroporto FFvg. Seimila metri quadrati a disposizione dei frequentatori. In primavera il duty free. Cambiati anche logo e nome: scelta “internazionale” con la lingua inglese

RONCHI DEI LEGIONARI. Prima dei lavori, in giornate meteorologicamente simili a quella di ieri, la pioggia entrava in più punti dal tetto nell’area partenze dell’aeroporto. Tanto che gli addetti dovevano sistemare i secchi per evitare allagamenti.

Era un enorme spazio senza nulla, con i pannelli per la pubblicità desolatamente vuoti e sottoutilizzato. Per non parlare dello stato dei bagni e degli accessi ai gate, che tante proteste avevano sollevato.

Questo “quadretto” appartiene all’album dei ricordi. Perchè il restyling su 6 mila metri quadrati (2 mila dei quali recuperati spostando magazzini e spogliatoi) è ben riuscito. Essenziale e comodo, tanto bianco e tanta luce, display moderni e segnaletica all’avanguardia.

E finalmente un punto di ristoro accattivante, come si deve. In attesa del duty free (aprirà tra marzo e aprile), per il quale i manager dello scalo stanno valutando quattro proposte di altrettanti operatori.

Le opere hanno riguardato la riqualifica strutturale, funzionale e logistica delle zone partenze ubicate al piano terra e al piano intermedio dell’aerostazione.

Nel contesto dei lavori sono stati eseguiti anche interventi di miglioramento sismico delle strutture, che erano state costruite negli anni ’70, e di adeguamenti impiantistici conseguenti all’entrata in vigore di recenti normative.

La nuova area si presenta più ampia e accogliente grazie anche al recupero di spazi. Un’architettura open space, colori tenui, pavimenti in resina, abbondanza di luce naturale e nuove sedute ergonomiche consentono ai passeggeri un’attesa confortevole.

L’impianto comprende 4 varchi (raddoppiati rispetto al passato) per i controlli di sicurezza, tre ascensori tra piano terra e primo piano, 5 gate a livello piazzale e 4 gate al primo piano per imbarchi da finger.

Completamente rinnovata anche la ristorazione, gestita dal gruppo Chef Express con la caffetteria Moka e lo snack bar e corner di prodotti tipici locali Gourmet, distribuita su 300 metri quadrati.

Se il biglietto da visita per chi parte è del tutto diverso rispetto a “prima”, novità in vista pure per il settore degli Arrivi.

Sono stati avviati anche qui infatti dei lavori per rendere gli spazi più funzionali, con la sistemazione del controsoffitto, dei pavimenti come quelli delle Partenze e interventi sulle murature. Le spese per gli interventi tra Arrivi e Partenze? Circa 5 milioni.

Altra novità il logo e il nome “Trieste Airport”. L’aeroporto cambia dunque per offrire alle persone e all’economia del Friuli Venezia Giulia un punto di riferimento efficiente e più moderno.

Lo fa con la collaborazione di Fud Milano. Il brand di Lombardini22 ha progettato il sistema di comunicazione visiva coordinata.

Naming, payoff, logo, segnaletica, scelta della paletta cromatica: il progetto di Fud si basa sull’identità del luogo puntando alla semplificazione.

Quello voluto dalla società di gestione è un cambiamento radicale, denso di significati e di prospettive per il presente e il futuro.

Il rilancio fa parte infatti del piano industriale che prevede un forte sviluppo dell’aeroporto, che include rilevanti opere infrastrutturali, come in particolare il polo intermodale e la riqualificazione dell’aerostazione.

Per il logo, Fud ha scelto il segno “accento”: un carattere grafico in grado di sintetizzare la cultura di una regione, la sua identità territoriale. E contemporaneamente, l’accento, rappresentando la cifra stilistica di ogni alfabeto del mondo, rappresenta l’internazionalità.

«Le scelte che abbiamo fatto - ha spiegato il presidente dello scalo Antonio Marano - vogliono comunicare attrattività, visibilità all’estero, sviluppo economico e più benessere per il territorio. Questo aeroporto è una struttura primaria, ci siamo impegnati a risollevarlo, con intelligenza e passione».

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