Rogo in discoteca una tragedia friulana

Tra gli oltre 230 morti a Santa Maria in Brasile molti sono discendenti di emigrati. La conferma da Josè Zanella: «Quei cognomi sono di figli e nipoti nostri»
A firefighter (C) holds a body after a fire broke out at a disco in Santa Maria, 286 km off Porto Alegre, Brazil, early 27 January 201. At lesat 90 are known to have perished in the fire which began on stage started a fireworks display at the Kiss nightclub. ANSA/GERMANO RORATO/AG. RBS BRAZIL OUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES EDITORIAL USE ONLY/NO SALES /// UNKNOWN CATEGORY\\\
A firefighter (C) holds a body after a fire broke out at a disco in Santa Maria, 286 km off Porto Alegre, Brazil, early 27 January 201. At lesat 90 are known to have perished in the fire which began on stage started a fireworks display at the Kiss nightclub. ANSA/GERMANO RORATO/AG. RBS BRAZIL OUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES EDITORIAL USE ONLY/NO SALES /// UNKNOWN CATEGORY\\\

A scorrere l’elenco dei nomi delle oltre 230 vittime del rogo nella discoteca di Santa Maria, cittadina brasiliana della regione di Porto Alegre, un brivido corre lungo la schiena anche stando a migliaia di chilometri di distanza. Cognomi quali Giacomelli, Aita Nicoloso, Vendruscolo, Brondani, Tagliapietra, Battistella, Callegari, Dal Forno e Piovesan da soli raccontano di un Friuli lontano dal Friuli, questa volta tra i protagonisti (suo malgrado) di una delle più grandi tragedie avvenute recentemente nel mondo.

Una telefonata a Josè Zanella, presidente del Circolo friulano di Santa Maria, conferma ogni tremendo sospetto. «Purtroppo da nostre informazioni - precisa Zanella, di famiglia di origine pordenonese - dovrebbero essere circa dieci i ragazzi di origine friulana morti nel tremendo rogo della discoteca “Kiss”, bruciati ma soprattutto soffocati dal fumo. Siamo tutti sotto choc.

La nostra comunità è stata colpita in modo pesantissimo. Il nostro circolo raduna circa 250 famiglie di origine friulana. Ci conosciamo tutti benissimo. I nostri genitori, i nostri nonni e per qualcuno anche i nostri bisnonni, hanno lavorato insieme arrivando qui in Brasile dal Friuli a partire dal 1870. Santa Maria ora è soprattutto una città universitaria, ma registra anche un’importante presenza dell’esercito. Questa tragedia colpisce ciascuno di noi. Sono state spezzate vite di giovani e giovanissimi. Ogni cittadino di Santa Maria si sente in lutto. C’è chi ha perso un figlio, chi anche più di uno. Chi piange un nipote. Oppure chi prega di fronte a quelle bare, dove riposano per sempre amici o compagni di studio dei nostri figli. Siamo veramente senza parole».

Josè Zanella, ingegnere, titolare di una propria attività e già professore all’Università di Santa Maria, mentre parla al telefono si sta recando al primo dei tanti funerali che ieri si sono celebrati nella cittadina della regione di Rio Grande do Soul.

«Per ora non sappiamo come aiutare queste famiglie. E’ stato colpito il loro e il nostro futuro. Quasi tutti i ragazzi partecipanti alla festa al “Kiss”, tra i 18 e i 25 anni, erano studenti della nostra locale università. Qui tutti i giovani studiano, tutti vogliono migliorarsi. Anche per questo, nel corso degli anni, abbiamo voluto avere rapporti sempre più stretti anche con una realtà importante e altamente qualificata quale è l’Università di Udine. Ora purtroppo è il momento del dolore e delle lacrime. L’ateneo locale ha sospeso tutte le attività, lezioni comprese, almeno per una settimana. Siamo attoniti. Ma le molte telefonate che abbiamo ricevuto da Udine e da tutto il Friuli ci hanno fatto capire che non siamo soli».

Tra i primi a chiamare in Brasile, quando i contorni della tragedia si erano fatti ancora più drammaticamente netti, è stata proprio il rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno e poi il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Piero Pittaro oltre ai rappresentanti del Comune di Udine, amministrazione legata a quella brasiliana da antiva amicizia.

E anche i vari impiegati e rappresentanti di queste diverse realtà, che proprio nello scorso mese di novembre avevano realizzato un viaggio di lavoro a Santa Maria, nelle scorse ore si sono stretti attorno alla comunità friulana in Brasile, attraverso messaggi o telefonate personali.

C’è un dolore profondo per quei nomi di chiara origine friulana tra i tanti ragazzi morti: nomi uno in fila all’altro negli elenchi pubblicati anche on line da qualche giornale della zona di Rio Grande.

Ma c’è anche una forte ansia per chi è ancora in ospedale, qualcuno addirittura elitrasportato a Porto Alegre, e sta lottando disperatamente tra la vita e la morte. I ricoverati in condizioni gravi sono infatti un centinaio. E anche tra questi c’è più di un figlio del Friuli. Per escludere nuove vittime bisognerà attendere le calssiche 72 ore, o forse anche di più.

«Santa Maria è una cittadina di circa 260mila abitanti - spiega ancora Zanella -. Ha poco più di due secoli di vita, ma al suo sviluppo hanno contribuito soprattutto gli emigranti provenienti da Veneto, Friuli e Trentino alla fine del 1800, assieme a un nucleo di tedeschi. Per questo siamo una grande famiglia. E per questo, i giorni che verranno saranno giorni di dolore e di lutto per tutti noi. Qui a Santa Maria le chiese continuano a suonare a morto».

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