Ritrovata la piastrina di un alpino carnico disperso in Russia

Apparteneva al caporale Leonardo Revelant . La consegna ai parenti avverrà il 4 novembre

PAULARO. Dopo oltre 70 anni è stato ritrovato un frammento della piastrina di riconoscimento del caporale Leonardo Revelant di Paularo, appartenente alla terza divisione alpina Julia - 8° Reggimento alpini, disperso sul fronte russo il 20 gennaio del 1943. Il giovane aveva solo 21 anni. I familiari lo hanno appreso con grande sorpresa e gratitudine: avevano cercato negli anni anche solo una piccola traccia del loro caro, ma invano.

Gianni Oberto, figlio di una cugina, pubblicò nel 2008 “Gavette e ricordi 1940-1945”, corposa raccolta di lettere, testimonianze e racconti dal fronte della Seconda Guerra mondiale: tra i paularesi al fronte, di cui si parla c’è anche Revelant.

In queste settimane si è aggiunto un tassello: Antonio Respighi, alpino del gruppo di Abbiategrasso della sezione di Milano e nipote del famoso compositore Ottorino Respighi, ha contattato il sindaco, Ottorino Faleschini, per comunicargli il recente ritrovamento del frammento della piastrina di riconoscimento, pregandolo di avvertire i parenti del caporale. Faleschini ha incaricato il consigliere comunale Stefano Fabiani di seguire tutto il percorso. Fabiani ha avvisato del ritrovamento i nipoti diretti Giusto, Gino e Maria, figli del fratello, e i figli della sorella Felicita.

Respighi da anni si adopera alacremente per cercare di riportare, almeno idealmente, in patria, grazie alle piastrine ritrovate, quei poveri ragazzi partiti pieni di ideali e speranze, e che purtroppo non hanno fatto più ritorno. «Respighi, assieme alla consorte - spiega Fabiani -, da diversi anni si occupa di rintracciare i parenti dei dispersi in Russia e dopo una visita nella città di Mciurinsk, nella regione di Tambov, a sud-est di Mosca, ha ricevuto da parte di un abitante del posto diverse piastrine (alcuni sciacalli cercano di venderle tramite ebay e Respighi si batte proprio per evitare una simile vergogna) appartenute ai nostri soldati che hanno perso la vita in quella tragica spedizione. Tra questi vi era anche quella di Leonardo Revelant “Scione”».

Fabiani ha appreso da Respighi che in quella zona dal 1941 al 1945 c’era un campo per prigionieri con relative fosse comuni e che solo nel ’43 vi finirono 4.178 soldati italiani, tra cui si ritiene vi sia stato anche Revelant.

La consegna ufficiale della piastrina, d’accordo con i familiari, si terrà in forma solenne in occasione delle celebrazioni del 4 novembre, probabilmente durante la santa messa, su suggerimento di Respighi che ha assistito a cerimonie simili in altre località della nostra penisola.

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