Riprese le vaccinazioni con AstraZeneca, a Spilimbergo poche rinunce: «È l'unica soluzione, più benefici che rischi»

SPILIMBERGO. Una ripartenza preannunciata, attesa e importante, che segna un nuovo inizio della campagna vaccinale contro il coronavirus in Friuli Venezia Giulia: alle 15 di venerdì 19 marzo, all'ospedale di Spilimbergo sono riprese le vaccinazioni con AstraZeneca dopo il blocco cautelativo e il successivo via libera da parte dell'Ema.
Afflusso considerevole, poche rinunce e fiducia nella scienza, accompagnata da ciò che molti di coloro che si sono sottoposti a profilassi ritengono imprescindibile: il senso civico.
L'hanno sottolineato in tanti, negli spazi ospedalieri riservati alle somministrazioni, che sono state effettuate in modo ordinato, senza intoppi. La sede vaccinale di Spilimbergo è stata la prima a riprendere le vaccinazioni con AstraZeneca in regione: c'era un po' di emozione non soltanto da parte degli utenti, ma anche del personale.
PRENOTAZIONI RISPETTATE
Le prime persone sono arrivate alle 13, anche se le somministrazioni sono iniziate soltanto alle 15 nel rispetto delle indicazioni fornite dal ministero. Nessuna polemica durante l'attesa, solo il desiderio di ricevere la prima dose del siero.
Una fila ordinata, fino al momento della prima vaccinazione: è toccata a una maestra, Luciana. «Avevo appuntamento da un bel po' di tempo – ha raccontato la donna -, non ci ho pensato molto, nonostante le discussioni degli ultimi giorni: credo che i vantaggi superino di gran lunga gli svantaggi. E poi ci sono regole strettissime da rispettare. È andato tutto per il meglio».
Ci ha riflettuto, invece, un'altra professoressa, che ha chiesto un parere al suo medico di base. «Inevitabilmente, a causa del martellamento che abbiamo subito negli ultimi giorni, qualche dubbio mi è venuto – ha detto -. Ho chiamato il mio medico, che mi ha rassicurata. Penso che un po' di incertezza fosse giustificata, ma sono qui e ritengo di avere fatto la cosa giusta».
TUTELA PERSONALE E SENSO CIVICO
Tanti insegnanti, tra i vaccinati di venerdì a Spilimbergo. Tra questi, Eva Di Giusto, la quale ha rimarcato l'importanza di fare la profilassi anche come segnale di civiltà, oltre che per la propria salute e di quella delle persone che si hanno accanto.
«Sono convinta dall'inizio che il vaccino sia l'unica soluzione, e lo sono rimasta anche se negli ultimi giorni è mancata un po' di serenità. Ho fiducia nella scienza, e quindi nel vaccino: i benefici superano i rischi».
Sulle polemiche la professoressa la pensa così: «Non sono riuscita a formarmi un'idea chiara, sicuramente vanno prese in esame una serie di situazioni, non ultima quella commerciale, ma lascio tali questioni a chi di dovere.
Piuttosto, mi piace evidenziare un altro elemento, e lo faccio con ottimismo: la catena di controllo funziona. Sono sorti dei dubbi, sono state fatte delle verifiche e si è deciso di riprendere a utilizzare AstraZeneca: mi sembra che il sistema abbia dimostrato di funzionare».
Infine, il richiamo al senso civico. «Ho deciso di vaccinarmi per me e i miei cari, ma anche per gli altri: c'è bisogno di sensibilità diffusa, per uscire da questa situazione. Da un anno affrontiamo una pandemia che ha travolto le nostre vite, e da insegnate lo vedo con chiarezza: abbiamo tolto ai nostri bambini e ragazzi la possibilità di socializzare, come educatori non possiamo rimanere insensibili».
Un aspetto sul quale si sono soffermati tanti insegnanti, a testimoniare che per buona parte della categoria c'è bisogno di uno sforzo condiviso anche nel sottoporsi a profilassi.
LA RESPONSABILE: «UN ONORE OSPITARE LA RIPARTENZA»
A coordinare le operazioni, la dottoressa Adriana Masotti. Un lavoro svolto con professionalità e impegno, ma non senza un pizzico di emozione.
«Abbiamo avuto una buona risposta, anche se è stato necessario ritardare per partire, nel rispetto delle indicazioni del ministero – ha spiegato -. Alle 13 c'era già qualcuno in attesa, abbiamo iniziato alle 15. I rinvii sono stati pochissimi, tutto procede con ordine.
Si riparte da qui, quella di venerdì è una seduta decisa all'ultimo momento: per noi è un onore ospitare la ripresa della campagna vaccinale con AstraZeneca in regione, un onore che si coniuga alla responsabilità di fare andare bene le operazioni».
Sulle ultime, convulse giornate questa è l'opinione del medico. «Sono stati giorni un pò complicati, ma, in quale modo, siamo stati ''stoppati'' dall'alto. In ogni caso, non abbiamo registrato grosse rinunce: le persone hanno contezza che quelli emersi sono problemi limitati, chi era in lista non ha avuto dubbi e si è presentato».
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