Rifornivano di cocaina Udine e Lignano: condanne per dieci anni

UDINE. Da Foggia la droga arrivava in Friuli per essere rivenduta nelle piazze di Udine e Lignano Sabbiadoro. Cocaina, soprattutto, che veniva immessa sul mercato a 100 euro al grammo.
A commissionarla, ordinando il carico da far arrivare in macchina nascosto in involucri in cellophane (in un caso anche dentro una stampella), era Giuseppe Simone, 40 anni, residente in Puglia che, con l’aiuto di Carlo De Mita, 38enne foggiano e Pierfrancesco Marino, 32 anni di Udine, poi spacciava nel capoluogo friulano e nella località balneare.
Lunedì 9 novembre il giudice dell’udienza preliminare Daniele Faleschini Barnaba li ha condannati – tutti e tre avevano fatto richiesta di accedere al rito abbreviato – a complessivi 10 anni e 10 mesi di reclusione per la produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti in concorso. Il quarto della “banda” Vincenzo Cagiano, 38enne di Foggia, ha invece patteggiato.
Cessioni ripetute nella riviera durante l’estate del 2016, fino a 15 volte in due mesi allo stesso acquirente. I quantitativi di cocaina variavano, da mezzo fino a un grammo, a volte una dose veniva ceduta gratuitamente per prova. A far emergere il traffico di cocaina che dalla Puglia arrivava in Friuli – 259 dosi in un carico, 238 in un altro – l’indagine svolta dai carabinieri di Lignano Sabbiadoro che aveva portato agli arresti e al sequestro delle sostanze stupefacenti.
Simone, a fronte di una richiesta da parte del pm Giorgio Milillo di 8 anni di reclusione, è stato condannato a 7 anni e 4 mesi (e a 30 mila euro di multa) con l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, De Mita alla pena di un anno e sei mesi e 1.200 euro di multa (a fronte di una richiesta del pm di un anno) con il beneficio della sospensione condizionale.
Entrambi sono difesi dall’avvocato Cristian Buttazzoni di Udine che ha già preannunciato che presenterà appello «anche perché la ricostruzione della catena di trasmissione della sostanza stupefacente si è basata per lo più sulle dichiarazioni di alcuni di questi assuntori».
Marino, difeso dall’avvocato Giovanni Adami, è stato condannato a 2 anni di reclusione (il doppio di quanto richiesto dal pm) e a una multa di 1.600 euro oltre al pagamento delle spese processuali. Cagiano, difeso dall’avvocato Paolo Luisa Vissat, ha patteggiato una pena di un anno e due mesi. —
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