Rifiuti infettivi: la legge “placa” le estetiste
Sono state recepite, all’interno del “decreto Salva-Italia” le richieste di Confartigianato in ordine allo smaltimento dei rifiuti pericolosi infettivi per le imprese del comparto del benessere.
Il decreto legge 201 del 6 dicembre 2011, convertito nella legge 214 del 22 dicembre 2011 prevede, infatti, che le imprese e i lavoratori autonomi esercenti le attività di estetista, acconciatore, trucco permanente e semipermanente, tatuaggio e piercing che producono rifiuti pericolosi a rischio infettivo possono trasportarli, in conto proprio, per una quantità massima fino a 30 chilogrammi al giorno, sino all’impianto di smaltimento tramite termodistruzione o in altro punto di raccolta.
Importante la decadenza dell’obbligo di compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti nonché dell’obbligo di comunicazione al catasto dei rifiuti (tramite il Mud), che si intendono assolti attraverso la mera compilazione e conservazione, in ordine cronologico, di copia dei formulari di trasporto. «Accogliamo con grande soddisfazione questo primo positivo riscontro all’impegno profuso dalla nostra associazione e dalla confederazione nazionale di Confartigianato nei confronti della semplificazione in materia ambientale, sia pure limitatamente ad uno specifico ambito merceologico e relativamente ad una particolare tipologia di rifiuti pericolosi» ha commentato Samantha Miot, capo categoria delle estetiste pordenonesi.
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