Rifiuti e sporcizia: il sottopasso è terra di profughi

Udine, decine di senzatetto ammassati nel tunnel in stazione I viaggiatori ormai lo evitano per motivi di sicurezza

UDINE. L’odore di urina, pungente, si avverte sin da quando si scendono le scale dalla stazione delle corriere. Il sottopassaggio che conduce alla stazione è diventato terra di nessuno, di notte si popola di decine di senzatetto, profughi afghani e pakistani soprattutto, ma non solo.

Molti di loro sono appena arrivati dall’Austria in treno e aspettano di ottenere un permesso di soggiorno temporaneo, altri sono solo di passaggio, c’è anche chi si è visto rifiutare la richiesta di asilo o magari l’ha ottenuta, ma sono ormai trascorsi i termini per l’accoglienza.

Si ricavano giacigli uno accanto all’altro fra coperte e cartoni. E ammassano le poche cose che portano con sè dentro ai sacchetti di plastica. Nessuno più osa avventurarsi in quel tunnel, diventato un ritrovo di senzatetto. A scoraggiare chi affronta quella rampa di scale i miasmi che avvolgono il tunnel all’interno del quale è un brulicare di gente, di rifiuti abbandonati sul pavimento, di torsoli di mela e bucce gettati a terra, dove nella ragnatela di coperte, vestiti e scarpe si infilano avanzi di cibo.

Di giorno la situazione non cambia molto, alcuni si alzano e se ne vanno in stazione, stazionano sulle panchine, o prendono un altro treno, molti restano a dormire. Qualcuno si siede a parlare in quel cunicolo sporco con i muri imbrattati e segnati dai graffiti. Si dividono in gruppi omogenei, perché la convivenza non è sempre semplice e le divisioni etniche a volte rischiano di degenerare in lite.

Non è un bel biglietto da visita per chi arriva alla stazione di Udine. E infatti qualche passeggero, dopo aver imboccato il tunnel che si inabissa sotto viale Europa Unita e aver intravisto quella terra di nessuno, svolta e risale le scale.

«Attraversare il sottopasso non è per niente sicuro» ammette una signora dopo aver cambiato strada. Ne sanno qualcosa i pochi commercianti che sono rimasti in stazione. «Ormai laggiù non si può andare – osserva una di loro – ne arrivano continuamente di nuovi e non ci si può fare niente. Ma dormire in stazione non è un reato».

Di fatto però quel tunnel, che per metà è competenza del Comune e per l’altra metà di Centostazioni, è diventato un luogo insicuro, dove le condizioni igieniche peggiorano di giorno in giorno. Un lettore del Messaggero Veneto ci segnala la situazione del passaggio sotterraneo definendolo «un’indecenza».

Anche il personale di Rfi addetto alle pulizie ha qualche problema ad avventurarsi nel sottopasso. Gli addetti allargano le braccia rassegnati dinanzi a quei muri ricoperti di vernice spray e di urina.

«Non sappiamo più come fare – ammette un dipendente – al mattino troviamo rifiuti di ogni tipo, e con i mesi estivi andrà anche peggio visto che i flussi potrebbero aumentare e, a quel punto, tenere lontani i ratti sarà sempre più difficile, abbiamo disseminato esche un po’ ovunque, ma i roditori sono attratti dagli avanzi di cibo».

A prendersi cura dei senzatetto sono i volontari, principalmente quelli che fanno capo a “Ospiti in arrivo” che di sera arrivano con qualche coperta e un pasto frugale per ciascuno di loro. Il Comitato provinciale della Croce rossa si occupa di quelli che hanno formalizzato la dichiarazione di indigenza.

«Ne abbiamo accolti oltre 400 solo nella caserma Cavarzerani, 700 in tutto – fa il punto il dirigente Fabio Di Lenardo – rispetto al passato le procedure per la dichiarazione di indigenza sono molto più rapide, da un paio di mesi a questa parte quando i richiedenti asilo vanno in questura viene loro rilasciato subito un permesso di soggiorno temporaneo, oltre alla dichiarazione l’indigenza, l’ufficio immigrazione della questura ha velocizzato i tempi, dunque siamo in grado di accogliere i migranti nell’arco di pochi giorni».

Eppure una folla di senzatetto continua a rifugiarsi in quell’anfratto, appena pochi metri sottoterra. La polizia ferroviaria monitora costantemente il fenomeno: «Effettuiamo controlli – fanno sapere – verifichiamo i loro documenti e fino a quando non vi sono problemi di ordine pubblico non possiamo intervenire, del resto dormire in un sottopasso non è un reato» osservano. Stesso dicasi per la polizia municipale, che ha moltiplicato i sopralluoghi. Ma il problema resta, come resta la necessità di garantire un rifugio e chi è in difficoltà senza condannare al degrado le strutture pubbliche.

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