Riapre lo Zacchi gestito da un carnico esperto

TARVISIO. Il rifugio Zacchi ha un nuovo gestore. Si tratta di Gianni Matiz, che garantirà l’apertura estiva della struttura per conto dell’associazione “Cretz” di Paluzza.
Matiz si getta in quest’avventura con molto entusiasmo e con una miriade di idee per far crescere i servizi e le frequentazioni dello Zacchi. «Concluse le pratiche burocratiche con la Regione – spiega – conto di poter aprire il rifugio al massimo per il 10 giugno, facendolo funzionare ogni giorno fino al termine dell’estate».
Si chiude così una vicenda che aveva preoccupato, e non poco, gli appassionati di montagna, che vedevano nel rifugio adagiato sul versante ovest della Ponza Grande come un luogo di ritrovo irrinunciabile durante le escursioni estive. Un punto di appoggio importante anche per gli uomini del Soccorso alpino regionale. «La struttura, a mio modo di vedere – aggiunge Matiz – ha grandi potenzialità, visto che può essere frequentata da famiglie, semplici escursionisti, alpinisti o rocciatori, che proprio nelle zone attorno al rifugio hanno la possibilità di dare sfogo nel migliore dei modi alle loro passioni legate alla montagna».
Una delle preoccupazioni che circolavano tra gli addetti ai lavori del Tarvisiano prima dell’assegnazione del bando di gestione, era che lo Zacchi potesse essere preso in carico da persone o associazioni che con la montagna avevano poco o nulla a che fare, con il rischio di vederne snaturata l’originaria funzione. Non a caso, alla gara per l’affidamento, aveva partecipato anche la sezione tarvisiana del Cai, quasi a garanzia del futuro del rifugio. A quanto pare però, con l’associazione “Cretz” e con Gianni Matiz in particolare, lo Zacchi passa in mani di persone che di montagna se ne intendono. Matiz infatti, da più di sei anni, organizza trekking in Himalaya, oltre a far parte del gruppo di guide di media montagna della Carinzia. «Cercherò di sfruttare tutte le mie conoscenze nell’ambiente montano – continua Matiz – per rendere sempre migliore il servizio dello Zacchi, magari creando pacchetti ad hoc con guide alpine ed esperti naturalistici. Ho intenzione di dare il massimo in questo progetto, e annuncio già che il rifugio resterà aperto anche durante la stagione invernale». La passione, a Gianni Matin, non manca di certo. Dalla sua ha anche una buona dose di esperienza. Negli ultimi sei anni ha gestito il ristorante “Ai Laghetti” di Timau oltre ad aver trascorso alcune stagioni lavorative nei rifugi Lambertenghi-Romanin a Forni Avoltri e “Al Cocul” a Sutrio.
Alessandro Cesare
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








