Record di donazioni Edda Diana la prima a raggiungere le 151

Ieri mattina si è presentata puntuale al centro trasfusionale Il presidente dell’Afds Brugnera era ad attenderla con i fiori
Di Claudia Stefani

BRUGNERA. Volontariato da record: Edda Diana ieri mattina ha fatto la sua donazione di sangue numero 151. Nessuna donna in Italia come lei, tra donazioni di sangue e plasma. Al centro trasfusionale dell’ospedale di Pordenone ha trovato il presidente dell’Afds Brugnera-San Cassiano Graziano Montagner con un bellissimo mazzo di fiori. «Spero che l’entusiasmo di questa donna trascini a donare anche chi sinora non lo ha mai fatto – ha commentato Montagner – Siamo orgogliosi del suo esempio». Piacevolmente sorpresa del clamore suscitato, la 62enne Edda Diana si schernisce, come se avesse fatto la cosa più normale del mondo. In effetti per lei è proprio così.

A che età ha iniziato a donare il sangue?

«Avevo sedici anni, mi era servita la firma di mio padre perchè ero ancora minorenne».

Come ha iniziato?

«Mi sono avvicinata a questo importante settore del volontariato per imitazione di mio fratello. Abito a Prata e mio fratello, di dieci anni più grande, lavorava a Brugnera e aveva iniziato a donare il sangue con l’Afds. Ero piccola e volevo semplicemente fare quanto faceva mio fratello».

Si ricorda ancora la sua prima donazione?

«Certamente. Ricordo che mi scesero le lacrime, non per il dolore ma per l’emozione. Era stata un’emozione grandissima».

E le volte successive?

«Per me donare è diventato normale, come il caffè e la brioche alla mattina. Vado e mi segno l’appuntamento per la prossima volta. Per me dopo oggi sarà il 29 dicembre».

Come si arriva a 151 donazioni?

«Beh, la buona salute mi ha assistita. Ho donato sangue intero due volte all’anno, come previsto per le donne. Quindi, dagli anni Novanta ho cominciato con il plasma ogni due mesi, che dal compimento dei 60 anni sono diventati tre. In passato ho lavorato cinque anni in Germania: aveva fatto una donazione prima di partire e ogni volta che rientravo in Italia era la prima cosa nella mia lista delle cose da fare».

La motivazione che la spinge a proseguire con immutato impegno in questo importante cammino di volontariato?

«Penso che donare sia un dovere di tutti, perchè può succedere un domani di averne bisogno. Io ragiono così: intanto oggi dono il mio sangue, poi se dovesse succedere, speriamo di no, riceverò. Non mi costa nulla e si può aiutare chi ha bisogno».

Consigli da dare a chi non dona per paura dell’ago?

«Ma quale paura?... Mi capita di sentire di persone che hanno timore nei confronti degli aghi e del sangue. Penso che quando si ha bisogno, magari un proprio caro che sta male, allora non si ha più paura di nulla e si corre ovunque. Tornando alla donazione, non si sente alcun dolore e le infermiere del centro trasfusionale sono delle fantastiche professioniste. Donare il sangue è una cosa speciale che fa stare solo bene».

Sino a quando andrà avanti?

«Finchè i medici mi daranno il permesso. Dipenderà dal mio stato di salute, so che si può donare sino a 68 anni».

Orgogliosa d’essere la donna italiana che ha il record delle donazioni?

«Più che di record e di orgoglio mi sento di parlare di soddisfazione. Sono soddisfatta di fare anch’io, nel mio piccolo, la mia parte».

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