Razzie nelle aziende, sgominata la banda

UDINE. Dal Friuli al Veneto, razziando attrezzature e motori all’interno degli stabilimenti industriali e degli esercizi commerciali che poi venivano caricati su furgoni diretti all’Est, in Moldavia e in Romania principalmente. Seguendo uno di quei furgoni i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Udine, coordinati dal capitano Fabio Pasquariello, hanno fermato e assicurato alla giustizia i sei componenti di una banda di moldavi che negli ultimi mesi ha razziato tutto il Nord-Est, da Udine a Venezia, da Vicenza a Treviso. Un flusso di centinaia di migliaia di euro diretti nell’Est europeo verso i Paesi in via di sviluppo tecnologico.
L’allarme. Erano i primi giorni di marzo quando, nella zona del Codroipese prima, e nella Bassa friulana poi, si verificarono alcuni furti nelle aziende artigianali e industriali caratterizzati da un denominatore comune: spedizioni rapide e precise nel corso delle quali spariva attrezzatura. Non ci misero molto i carabinieri del Nucleo investigativo ad ipotizzare un’unica matrice per quelle incursioni notturne capaci di mettere in ginocchio aziende dai già risicati bilanci. Prima il colpo alla Cooperativa di servizi di Cordoipo, poi in una ditta di prodotti per l’antifortunistica, quindi un’azienda che si occupa di impiantistica e una società metallurgica. Poi altri raid a Pertegada in un’attività di commercio casalinghi e a Latisana in uno stabilimento gestito da piastrellisti.
L’obiettivo. Non cercavano soldi, ma attrezzatura da piazzare alle aziende moldave e romene: dai motori marini ai decespugliatori, dai set di attrezzi idraulici ai pneumatici, dai computer portatili ai netbook, alle chiavette usb, e alle macchine fotografiche, fino alle motosegue e ai motocompressori. Tutto veniva trasportato con un furgone, poi risultato rubato, che si spostava in Veneto prima di far rotta verso Est.
Il furgone. È proprio seguendo le tracce di quel furgone che è partita l’attività investigativa dei carabinieri del comando provinciale per fermare la banda dei furti nelle aziende. Le indagini dirette dal pm Claudia Danelon della Procura della Repubblica di Udine, si sono presto estese oltre la regione, per la precisione a Santa Maria di Sala, dove è stato localizzato il furgone. Ed è in Veneto che il cerchio si è stretto intorno a sei persone.
Il blitz. Mercoledì all’alba i militari del Comando provinciale di Udine, assieme ai colleghi della compagnia di Mestre e del Nucleo investigativo di Venezia, hanno fatto irruzione in due appartamenti a Mira e a Santa Maria di Sala e hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Leonid Verdes 42 anni, Igor Cebotareanu di 23 anni, Denis Servan 28 anni, tutti cittadini moldavi, disoccupati e irregolari, e Gabriel Pintilii 27 anni di nazionalità romena, tutti e quattro gravemente indiziati di essere i responsabili di una lunga serie di furti messi a segno in numerose attività artigianali del Nord-Est.
Sottoposti a fermo per ricettazione, sono stati condotti in carcere a Venezia in attesa che il gup decida sulla richiesta della misura cautelare. Nel corso dell’operazione sono stati rintracciati altri due extracomunitari. Il primo è Marin Gherciu 34 anni moldavo che è stato arrestato in esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Venezia in seguito al quale dovrà scontare 2 anni 3 mesi e 23 giorni per una serie di reati contro il patrimonio messi a segno nel 2010 in provincia di Venezia. In arresto anche Saulius Vaitkus 30 anni, che ha esibito un passaporto lituano falso. Al termine di una verifica sulle sue impronte digitali i carabinieri hanno scoperto che l’uomo era già stato identificato dalle forze di polizia con 13 diverse identità. È stato arrestato in quanto sorpreso in possesso di documenti falsi validi per l’espatrio.
La refurtiva. È stato trovato a Marghera il garage dove veniva stipata la merce e le attrezzature rubate che poi venivano caricate su furgoni e raggiungevano l’Est europeo lungo l’asse autostradale che porta ai confini di Tarvisio e di Trieste. Proprio martedì notte la banda aveva messo a segno un colpo a Vicenza. Quando i militari dell’Arma hanno fatto irruzione nel garage locato a uno dei quattro fermati, hanno trovato parte della refurtiva, attrezzatura per un valore di circa 120 mila euro.
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