Raccoglie in rete notizie sulla Grande guerra

POZZUOLO. Una comunità Facebook dal titolo “Pozzuolo del Friuli nella Grande guerra”. Si deve al maestro Gaetano Vinciguerra la pagina del social network da dove emerge, a cura dell’ex docente della primaria locale (inventore della scuola integrata), una mole di notizie di cui non poche inedite. Furono 1.460 i chiamati alle armi, su 5.400 abitanti; 570 famiglie ebbero congiunti al fronte, fra cui quella di Luigi Chiavon con 8 figli soldati; 156 i caduti (due terzi in battaglia, gli altri per malattie), 260 subirono la prigionia. A Pozzuolo gli orfani di guerra furono 110 e 44 le vedove. Dopo Caporetto si persero le tracce di Angelina Mattiussi di 13 anni del capoluogo e dei fratelli Clemente e Clementina Mucini di Zugliano, 10 e 11 anni.
Morirono nei giorni della famosa battaglia del 30 ottobre 1917 quattro bambini, di cui – commenta in rete Marco Chiavon – nelle cerimonie ufficiali si è persa la memoria storica: Alfredo Milocco, 5 anni, Bruno Enea Grassi, 6 (la sorellina Enrica restò cieca, il padre Enrico disperso sul San Michele), Giuseppe Galluzzo, 10 (morì pure il padre, Giovanni), Raffaele Pituello, 12.
Tra i nomi dei chiamati alle armi anche Fedele Peverini, che si rivelò essere una ragazza. Tra i documenti scovati da Vinciguerra, una cartolina da Enrico Bernardis di Cargnacco dalla prigionia, mai recapitata alla famiglia; quella del soldato Luigi Cignola, arriva ora 100 anni dopo. (p.b.)
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