«Qui si vive bene. La città è migliorata, non la classe politica»



Non ha mai amato le interviste, e anche oggi che ha 90 anni (festeggiati lunedì) preferisce non apparire e mantenere un profilo basso. Ecco perché quando Piergiorgio Bressani ci apre la porta di casa sua, in zona piazzale Cella, anticipa che sarà una chiacchierata informale, senza troppe domande.

Ci accoglie una persona lucidissima e molto garbata, a cui proviamo a “estorcere” qualche commento diretto sui politici di oggi, ma senza riuscirci. «È molto difficile amministrare, confrontarsi giornalmente con la vita pubblica. Un conto è la teoria, altra cosa è la pratica, indipendentemente dal colore politico di chi è al comando», ci confida restando seduto al tavolo del suo salotto, dal quale spuntano le copie di Messaggero Veneto e Corriere della Sera.

E allora parliamo della città e del Comune: «Non ho più seguito un consiglio comunale» ammette, raccontandoci di essere nato in via Rialto, «a due passi dal municipio. Era destino arrivassi lì». Su Udine è convinto che sia migliorata rispetto ai suoi tempi: «Si vive bene qui», assicura. Lui che ogni lunedì, con gli amici di una vita, si concede qualche ora in osteria, ai Barnabiti, per parlare di politica, ma non solo. Ecco, la politica. Oggi tutto è cambiato. «Non esistono più i partiti di una volta – chiarisce Bressani –. Erano una scuola, una palestra per gli iscritti. C’erano le correnti e i gruppi, e ognuno aveva una propria autonomia. Oggi tutto questo non esiste più. I politici sono scelti on line, magari da 600 o 700 persone. Non c’è più un percorso di crescita interno al partito».

Quando tentiamo si spingerci oltre, chiedendogli un giudizio su qualche personaggio politico che va per la maggiore, sorridendoci, con grande educazione, resta in silenzio.

Ma perché tutta questa ritrosia per le interviste? «Appartengo al passato, non ho bisogno di apparire per cercare consenso». Prima di salutarci, fa cenno alla ristrutturazione dello stadio per i Mondiali del 1990 («Non avevo mai visto una partita di pallone prima di allora») e alla vita notturna condivisa con il sindaco Angelo Candolini e con il direttore del Messaggero, Vittorino Meloni. Gli facciamo gli auguri per i 90 anni: «Grazie, fanno sempre piacere». —



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