«Quei pannelli sono un’offesa alla storia di Gorizia italiana»

«Non solo la Lega Nazionale ma centinaia di goriziani hanno protestato per aver visto quel tabellone pieno di infamie e di omissis sulla storia di Gorizia ed eravamo in procinto, assieme ad altre associazioni, di lanciare una raccolta di firme per la pronta rimozione quando abbiamo saputo delle irregolarità dell’oggetto in questione».
Luca Urizio, presidente della Lega Nazionale, torna sulla vicenda dei tabelloni del ’900, finiti nel mirino del consigliere comunale Cosma e della Polizia locale per «una serie di inesattezze» (nel primo caso) e di «irregolarità amministrative» (nel secondo).
«Ho letto le esternazioni di Dario Stasi, direttore di Isonzo-Soča, che, invece di scusarsi per aver commesso dei presunti illeciti ed aver offeso la storia della città, reagisce come un campione di arrampicata sugli specchi, con sproloqui di basso profilo ed attacchi alla Lega Nazionale e al sottoscritto per i quali mi riservo di valutare una denuncia per diffamazione».
«Ritengo vergognoso che questo signore - attacca Urizio - chiami in causa il compianto sindaco Ettore Romoli che a suo tempo, proprio perché riteneva faziosa la proposta di Isonzo-Soča, aveva organizzato un gruppo di lavoro (al quale avevo esternamente partecipato assieme a Guido Mondolfo dando suggerimenti parzialmente seguiti) che successivamente aveva consegnato la versione finale al Comune. Questa versione, lo ribadisco e lo posso provare, essendo in possesso di una copia della stessa, non è quella proposta da Isonzo-Soča e affermare che essendo stata esposta in una mostra possa essere riportata sul tabellone è risibile ed insostenibile trattandosi di due eventi diversi».
Urizio ricorda che su un articolo pubblicato da Isonzo Soca nel marzo 2013 ci sono le fotografie dei 36 luoghi individuati dal gruppo di lavoro che sono in parte diversi dai 36 originari oggi riproposti pari pari. «Non sono solo piccole imprecisioni: hanno dimenticato la prima e la seconda redenzione della città, le grandi manifestazioni del 26 e 27 Marzo 1946 con 30 mila persone in piazza per Gorizia italiana, del 12 Giugno 1945 con il ritiro delle truppe titine che avevano occupato la città, non hanno ricordato che a deportare dal Goriziano ed uccidere oltre 700 persone furono i partigiani comunisti filo-Jugoslavia, oblio per l’Ossario di Oslavia per personaggi come Carlo Michelstaedter. Se quello della commissione fu un tentativo di arrivare ad una storia della città condivisa almeno su alcuni punti quanto invece esposto da Isonzo-Soča risulta essere una provocazione nei confronti di Gorizia italiana».
La Lega Nazionale attende la «pronta rimozione di quel tabellone, confidando che non ci si dimentichi troppo in fretta del discredito che quest’azione di basso profilo ha portato alla città». —
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