Quattro alpinisti salvati sul Montasio

TARVISIO. Quattro alpinisti slovacchi, tre uomini e una donna di età fra i 45 e i 60 anni, incapaci di proseguire nella salita allo Jof di Montasio e che avevano trascorso la notte a 2.400 metri di quota sono stati portati in salvo questa mattina dalle squadre del soccorso alpino del Cnsas di Cave del Predil e della Guardia di finanza di Sella Nevea, intervenute alle prime luci del giorno con il supporto dell'elicottero della Protezione civile.
I quattro, giunti in auto in val Saisera, venerdì erano saliti percorrendo la via Amalia, ma passati dal versante nord su quello ovest, si sono trovati in seria difficoltà a causa della neve gelata che ricopriva le rocce sul tragitto ed un certo punto, essendo anche privi di ramponi, non essendo in grado di proseguire si sono bloccati. Dal loro racconto s'è compreso che avevano raggiunto, visto che avevano notato la scomparsa delle tracce, il luogo da dove è caduto perdendola vita, martedì scorso, l'alpinista sloveno Tomaz Stupan. Fortunatamente hanno scelto di non arrischiare a proseguire, chiedendo, nel contempo, l'intervento dei soccorsi.
Così sono state attivate le squadre del Soccorso alpino che sono state impegnate, ricordiamo nell'ottantesimo intervento nel corso del 2015. Con l'elicottero della Protezione civile, dalla base in Val Saisera, sono stati portati in quota per sbarcarli in hovering (ossia balzando dall'elicottero che rimane sospeso non avendo posto per l'atterraggio), più vicino possibile ai quattro incrodati che, una volta raggiunti sono stati accompagnati in sicurezza al punto dove l'elicottero poteva prenderli a bordo, operando in hovering. Alle 9.30, i quattro, infreddoliti e provati per la notte all'addiaccio, erano in salvo in val Saisera.
Dopo la morte dell'alpinista sloveno, il salvataggio dei quattro slovacchi: è evidente che in questo periodo autunnale le nostre montagne sono particolarmente insidiose per la presenza di neve e ghiaccio in quota. E come raccomanda il responsabile della stazione del Cave del Predil del Cnsas Renato Palmieri, alpinisti ed escursioni non devono lasciarsi ingannare dalle splendide giornate di sole, ma devono muoversi con la massima attenzione avendo cura anche dell'abbigliamento che in quota deve essere quello invernale e dell'attrezzatura in quanto senza ramponi e piccozza si rischia la vita.
Insomma gite in montagna possibilmente brevi, visto che nel periodo ci sono meno ore di luce e su itinerari consoni alle singole capacità del muoversi in montagna.
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