Qualità della vita, il mistero Pordenone

PORDENONE. Alzi la mano chi, in tutta onestà, adesso ci capisce qualcosa. La qualità della vita di Pordenone, e in tutto il territorio provinciale, crolla, come sosteneva a inizio mese Il Sole 24 Ore, oppure è in deciso rialzo come annunciato ieri da ItaliaOggi? Quale delle due indagini fotografa la situazione reale della destra Tagliamento? Difficile dirlo.
La sensazione, onestamente, è che da queste parti non si stia poi così male, specialmente se ci paragoniamo al resto d’Italia. E che queste classifiche – profondamente diverse tra loro – vadano prese con le molle.
Un po’ come le valutazioni sullo stato di salute di Paesi ed enti pubblici stilati dalle agenzie di rating internazionali che fanno tremare i mercati di mezzo mondo. Perchè se i giudizi di Standard&Poor’s, Merrill Lynch e Fitch rappresentano per tanti un termometro ideale per stabilire la solidità degli enti, è altrettanto vero che alcune di queste società sono le stesse che garantirono votazioni lusinghiere a Lehman Brothers e Parmalat a poche settimane dal loro fallimento.
Tornando all’ambito locale, dunque, basta dare un’occhiata alle due classifiche, stilate a meno di 30 giorni l’una dall’altra, per accorgersi di come qualcosa non torni, a partire dalla posizione finale di Pordenone: 5ª per ItaliaOggi (con un balzo in avanti di tre posizioni rispetto al 2013), 31ª secondo Il Sole 24 ore (arretrando di tredici piazze).
Balza agli occhi, poi, il dato riferito alla sottocategoria “affari e lavoro”. Secondo l’indagine presentata ieri, infatti, la provincia è al 18º posto su 107, mentre per quella del quotidiano di Milano appena 59ª con un differenziale di 41 posizioni davvero difficile da spiegare.
Attenzione, poi, al settore che, per ItaliaOggi, prende il nome di “sistema salute” e per Il Sole 24 ore “sanità”: in questo campo il delta è addirittura di 44 posti con Pordenone che in un caso chiude in una più che positiva 13ª piazza, mentre nell’altro non va oltre la 57ª.
Un discorso simile, quindi, si può fare per quanto riguarda il “tempo libero” in cui la destra Tagliamento si piazza al 61º posto per ItaliaOggi e all’81º secondo Il Sole 24 Ore. O ancora, pur con differenze più limitate, per quanto riguarda la “criminalità” in cui la provincia è la seconda più sicura del Paese stando ai dati elaborati nei giorni scorsi e 7ª seguendo l’indagine di inizio mese.
Una serie di gap che, probabilmente, sono legati alle fonti e ai parametri di riferimento utilizzati per stilare le graduatorie finali. Non si spiegherebbe altrimenti, infatti, come ci siano delle sottocategorie in cui le due classifiche sono pressochè identiche.
Qualche esempio? La qualità ambientale – 5ª sia per ItaliaOggi che per Il Sole 24 Ore –, il “valore aggiunto pro capite” – 22ª per entrambe – e le “estorsioni” con una variazione di appena una posizione (7ª contro 8ª).
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