Pugni e insulti al senegalese. Stangati

Grado vietata nei prossimi tre anni per due friulani autori di un’aggressione a sfondo razziale. Sono stati raggiunti da un provvedimento del questore di Gorizia: due “divieti di ritorno” sull’isola dopo che, in una domenica dello scorso agosto avevano aggredito, all’esterno di uno stabilimento balneare, un cittadino italiano di origine senegalese.
Il provvedimento, emesso dalla divisione di polizia anticrimine su segnalazione della Digos, è stato disposto nei confronti di un cittadino bosniaco, di 31 anni, residente a Udine e di un ragazzo di 24 anni, residente a Pagnacco: secondo la polizia, senza alcun plausibile motivo avevano prima detto all’uomo di colore «tornatene al tuo Paese» e poi l’avevano colpito al volto causando lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
L’uomo, 52 anni, originario del Senegal ma cittadino italiano, da anni residente a Mossa e con un lavoro in un’azienda dell’Isontino era stato raggiunto all’esterno della spiaggia gradese della Costa Azzurra e quindi colpito a tradimento con un forte pugno che l’aveva fatto stramazzare a terra. I due aggressori erano poi fuggiti a gambe levate, ma poco dopo rintracciati e fermati dai carabinieri di Grado. L’Arma li aveva portati in caserma, ascoltati e infine denunciati a piede libero per lesioni e ingiurie oltre che per ubriachezza.
Dopo aver colpito il bagnante, vista la presenza dei parenti della vittima e di altri passanti che rientravano a casa dopo una giornata in spiaggia, i due friulani erano stati segnalati dai vacanzieri presenti sulla spiaggia. Immediata la richiesta di intervento dei carabinieri che, grazie a diverse testimonianze, avevano individuati i due uomini in poco tempo. Uno aveva cercato di nascondersi tra la gente, all’interno di uno degli stabilimenti balneari della stessa spiaggia della Costa Azzurra; l’altro invece era stato rintracciato in una via della Colmata, peraltro non molto distante da dove è accaduto il fatto.
Il pestaggio era avvenuto, infatti, tra via Milano e riva da Verrazzano per poi concludersi all’inizio di via Pisa. I due aggressori, arrivati come tanti altri pendolari della domenica al mare, dovranno quindi dimenticare il mare di Grado. Almeno per i prossimi tre anni. Uno strumento, quello del “divieto di ritorno”, che ovviamente non ha nulla a che vedere con il fascicolo giudiziario che procede per la sua strada. Sul lavoro almeno tre reati: lesioni, ingiurie oltre che ubriachezza.
Secondo quanto dichiarato ai carabinieri dall’aggredito, presente anche nel provvedimento della Questura, uno dei due friulani gli avrebbe detto anche «tornate a casa tua». Bisognerà vedere se sarà contestata anche l’aggravante dei motivi razziali, che a quanto sembra entrambi avrebbero negato e sul quale gli stessi uomini dell’Arma erano andati cauti. Ma come detto spetterà alla Procura di Gorizia fare piena luce sul brutto episodio di questa estate, esaminando il fascicolo trasmesso dai carabinieri e anche la relazione della Digos.
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