Provincia, un ente da abolire con un piano da 38 milioni: ecco la cittadella - FOTO

Udine, presentato, in pompa magna, un progetto pubblico-privato per realizzare la cosidetta “Cittadella della Provincia” nell’area dell’ex caserma Duodo, in viale Ungheria. Grillini e Pd attaccano
Udine 04 Marzo 2013 citttadella Copyright Petrussi Foto Press /turco
Udine 04 Marzo 2013 citttadella Copyright Petrussi Foto Press /turco

UDINE. Un’altra dimostrazione che l’Italia vive di paradossi. La Provincia è un ente che in molti, a parole, vogliono abolire. Ma intanto, quella di Udine (unica nel Belpaese) sarà rinnovata, attraverso le elezioni di aprile. E non è tutto: l’amministrazione uscente, pochi giorni fa, nonostante un futuro incerto e messo in conto il prevedibile “bombardamento” di critiche (Grillini prima degli altri), ha presentato, in pompa magna, un progetto pubblico-privato per realizzare la cosidetta “Cittadella della Provincia” nell’area dell’ex caserma Duodo, in viale Ungheria.

Un affare (sulla carta) da 38 milioni di euro, metà a carico dei privati, il resto a carico dell’ente pubblico. In un palazzone sarebbero accorpati tutti gli uffici dell’ente, nell’altro troverebbero spazio studi professionali e appartamenti, oltre a un asilo e una mensa.

L’assessore leghista Stefano Teghil giura che, per quanto riguarda la tempistica «si tratta solo di una coincidenza, non è uno specchietto per le allodole in campagna elettorale».

E a chi gli fa notare che reperire 19 milioni di euro cash in tempi di crisi economica sarebbe una follia, spiega candidamente che «circa 13 milioni e mezzo di euro palazzo Belgrado li ricaverebbe dalla permuta di numerosi edifici di nostra proprietà che ci costerebbe di più mantenere. Il risparmio immediato per mancate ristrutturazioni e taglio delle utenze, sarebbe di 8 milioni». Insomma l’ipotetico investitore privato (del quale per ora non c’è traccia) oltre a mettere sul piatto i 19 milioni di sua competenza, dovrebbe accollarsi anche l’acquisizione dei palazzi provinciali, per poi eventualmente ricollocarli sul mercato, magari restaurati a sue spese. In ballo, comunque, ci sarebbero almeno altri 4, forse fino a 6 milioni a carico della Provincia. «Non è detto che questi soldi siano necessari - aggiunge Teghil -. Lo vedremo in fase di progetto definitivo. In ogni caso, se proprio servissero, potremmo sempre decidere di cedere al privato parte dell’edificio destinato alle nostre esigenze».

Insomma le perplessità non mancano. A sollevare per primo forti obiezioni è stato Saverio Galluccio, che si candida per il Movimento Cinque Stelle alla presidenza della Regione. «E’ un colpo di coda dell’amministrazione Fontanini - tuona Galluccio -. Un impegno economico troppo importante da lasciare sulle spalle di un ente destinato a sicura soppressione. È inconcepibile che un ente destinato a sparire possa indebitarsi per quasi 6 milioni di euro e, in più, cedere alla futura società privata che partecipa al project financing ben quattro palazzi storici di proprietà, stimati 13,3 milioni, con il pretesto di ristrutturare l’ex caserma Duodo. Un progetto presentato fuori tempo massimo, soltanto per accaparrarsi qualche voto».

A ruota è venuto il “niet” del Pd. «C’è un rischio speculazione - osserva il capogruppo Arnaldo Scarabelli - i privati non possono fare la parte del leone, quei due casermoni che potrebbero sorgere in viale Ungheria avranno un impatto negativo». Battista Polesello del Gruppo Misto afferma che «non c’è stato confronto e non si può lasciare in eredità vincoli di bilancio così onerosi alla futura amministrazione». Frecciate pure dalla maggioranza. Al consigliere del Pdl Maurizio Gerussi non è andata giù «l’assenza di comunicazione, di discussione all’interno del centro-destra». Ultimo rilievo sui tempi. Tra bando europeo, ok all’appalto, cantiere, tutto dovrebbe essere concluso entro il 2016. Una data francamente troppo vicina, vista la complessità dell’operazione.

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