Provincia, Pdl e Ln si dividono sulla Ziac: rimpasto congelato

Il presidente Strisino potrebbe lasciare il posto a Bratta. Ma il Carroccio non vuole assolutamente perdere i due rappresentanti.

Udine 29-6-2011 consiglio provinciale Copyright PFp
Udine 29-6-2011 consiglio provinciale Copyright PFp

UDINE. Niente rimpasto. L’accordo sui sostituti di Fabio Marchetti e Ottorino Faleschini c’è. Ma l’ingresso in giunta del presidente dell’Erdisu Adriano Ioan e del sindaco di Buja Luca Marcuzzo è stato “congelato” a data da destinarsi. Perché insieme al rimpasto sul tavolo del centrodestra c’è da risolvere anche la questione Ziac. E lì l’accordo manca. Così tutto potrebbe tornare in discussione.

Di sicuro c’è che il consiglio di amministrazione della Zona industriale dell’Aussa Corno dovrà essere ridimensionato. Ieri il Consiglio provinciale ha approvato le modifiche statutarie della Fondazione teatro nuovo, dell’Ucit e di Udine e Gorizia fiere (come riferiamo nell’articolo a lato) mentre la discussione sulla Ziac è stata rimandata alla prossima assemblea. Che dovrà essere convocata prima del 29 luglio quando andrà in scena il cda della Ziac.

Il tempo per trovare un accordo e sbloccare la situazione quindi non è molto. Il Pdl, con in testa la corrente di ex An che guarda all’assessore Riccardo Riccardi, vuole sostituire il presidente Cesare Strisino, fedelissimo dell’ex senatore Giovanni Collino. E il favorito per la successione sarebbe l’attuale presidente dell’interporto di Cervignano, Tullio Bratta. Ma la Lega non sembra intenzionata ad assistere a questa manovra senza dire la sua. E alza il prezzo. Nella riduzione da 7 a 5 consiglieri del cda Ziac, Fontanini ha chiesto che Palazzo Belgrado mantenga 2 rappresentanti, forte del suo 34%.

Ma anche i sindaci non intendono cedere. «I due Comuni sui quali insiste la maggior parte della Ziac e cioè San Giorgio di Nogaro e Torviscosa - dice il primo cittadino di San Giorgio, Pietro Del Frate - devono mantenere una rappresentanza. E poi vogliamo capire se nei 5 consiglieri sono compresi anche i privati oppure no. Per questo abbiamo chiesto un approfondimento». La questione insomma è rimandata. E mentre il Pdl deve risolvere le polemiche interne (ieri il consigliere Stefano Della Pietra ha attaccato mezzo partito) la Lega non intende fare solo da spettatore. E intanto la giunta resta senza due assessori.

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