Provincia di Pordenone, conto di 430 mila euro IL DETTAGLIO

PORDENONE. I costi della politica in Provincia? Oltre 430 mila euro l’anno legati non solo alle indennità di presidente, assessori e consiglieri provinciali, ma anche ai rimborsi delle spese di viaggio e missione che i politici percepiscono.
Il rendiconto detta le cifre di cosa potrebbe cambiare se, tra un anno, rimanesse solo un commissario - nella figura del presidente prorogato, come si vocifera - che costerebbe all’incirca un quinto degli oneri attuali.
Ai 402 mila 412,9 euro che sono stati erogati in indennità nel 2012 si aggiungono oneri che in passato non erano visibili, se non spulciando nelle determine dirigenziali nel corso dell’anno, ovvero i rimborsi di spese di viaggio e missioni operate dagli amministratori dell’ente. I casi più frequenti sono i viaggi a Trieste, in Regione, a Roma, per occasioni di confronto tra le istituzioni provinciali, ma anche le trasferte in provincia e tra Tagliamento e Isonzo per occasioni istituzionali.
Oneri che variano da 1,32 euro (una pignoleria che merita la citazione) che si è fatto rimborsare il consigliere del Pd, Michele Padovese, fino ai 6 mila 964,91 euro che ha speso l’assessore leghista Stefano Zannier nel corso del 2012.
Come si vede dalla tabella, il presidente, Alessandro Ciriani, non è il più “rimborsato”: prima di lui l’assessore Udc Nicola Callegari, il referente ai Lavori pubblici, Antonio Consorti, e l’ormai ex Alberto Zorzetto che, per poco più di metà mandato, prima di essere revocato, aveva ottenuto rimborsi spese per 3 mila 112,27 euro.
Anche i consiglieri aggiungono ai gettoni di presenza il riconoscimento delle spese di servizio (in alcuni casi le riunioni delle rappresentanze Uppi, a esempio): l’importo maggiore è dell’ex assessore Giuseppe Bressa(Udc), mentre Fernando Padelletti e Rita Bragatto non hanno richiesto il rimborso di scontrini.
I 24 consiglieri che siedono nell’emiciclo di largo San Giorgio hanno la possibilità di scegliere tra il gettone di presenza (104 euro a seduta) oppure l’indennità di funzione (300 euro al mese a prescindere che uno partecipi o meno alle riunioni).
Un’opzione che, a rendiconto, visto che bastano 2 mani per contare le riunioni del consiglio, conviene di più, ma scoraggia la meritocrazia, ovvero l’effettivo lavoro svolto dal consigliere. Hanno optato per l’indennità di funzione i democratici Rita Bragatto, Michele Padovese, Luca Zanut e Giorgio Zanin, i pidiellini Fernando Padelletti e Antonio Marinelli (da settembre 2012) e l’ex capogruppo Pdl Antonio Sartori. Il presidente del consiglio, Mario Zambon, tra indennità e rimborsi, costa da solo 30 mila euro.
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