Province, sì bipartisan all'Associazione

Via libera all'atto di indirizzo per forme di collaborazione fra enti intermedi
UDINE. Un sí bipartisan ha sancito ieri la costituzione dell'Associazione tra le Province del Friuli. Un sì arrivato dal consiglio provinciale di Udine con una sola astensione, quella di Rc, e che costituisce il primo operativo passo verso l'Assemblea delle Province friulane. Il consiglio ha dato il via libera al documento di indirizzo, realizzato da un gruppo di lavoro composto da consiglieri di centro-destra e centrosinistra, e nominato i sei nuovi rappresentanti che, affiancati a quelli della Provincia di Pordenone, saranno chiamati a predisporre gli atti formali per l'istituzione dell'Associazione. Un via libera arrivato nonostante le resistenze della Provincia di Gorizia, convinta a non voler dare vita al nuovo organismo, verso la quale però Udine e Pordenone assicurano come la porta resti spalancata. La luce verde del consiglio è stata celebrata con soddisfazione dal presidente Marzio Strassoldo, tra i più strenui sostenitori dell'Assemblea, e dagli applausi di Arnaldo Baracetti del Comitato per il rilancio e l'autonomia del Friuli, presente in aula durante il lungo e articolato dibattito. «Oggi abbiamo scritto una pagina importante per la storia e il futuro della nostra Provincia - ha commentato Strassoldo -, perché con questo voto e l’ampia condivisione poniamo in essere il primo atto ufficiale che ci porterà a una collaborazione e a un coordinamento stabili per la crescita e lo sviluppo complessivi della comunità friulana». Nelle intenzioni, l'Associazione, che non avrà costi aggiuntivi, sarà un luogo comune, permanente e stabile dove trovare azioni condivise per lo sviluppo del Friuli, dalle infrastrutture all'università, dalla cultura al turismo. Nonostante la condivisione tra centro-destra e centrosinistra, l'ampio dibattito ha messo in luce le differenti posizioni sugli Aster - ambiti di sviluppo territoriali previsti dalla legge targata Franco Iacop - criticati con forza dalla maggioranza e difesi dall'opposizione. Ma dai banchi di quest'ultima si è anche alzato un monito verso la squadra Strassoldo. «Perché - ha sintetizzato Cristiano Shaurli, segretario provinciale e capogruppo dei Ds - vigileremo e saremo collaborativi se l'obiettivo sarà un percorso comune per lo sviluppo del Friuli, non se ci accorgeremo che si tratta di una mera operazione di immagine».


A rispondergli c'ha pensato il capogruppo di Fi Piero Mauro Zanin. «Dovremmo manifestare l’orgoglio convinto per quello che stiamo facendo perché la forza di queste idee potrà diventare traino per il nostro territorio. Questo è un momento importante ha detto Zanin -, è il primo atto formale che dà sostanza a una collaborazione, con cui i friulani cercano di organizzare la propria autonomia. Rappresenta un momento di rilancio, il rilancio di una forza identitaria, per confrontarsi e contrastare i meccanismi di massificazione e omogeneizzazione». E se assessori come Renato Carlantoni (An) ed Enore Picco (Ln) hanno salutato con favore l'Associazione definendo invece gli Aster «una vera forzatura», a difendere questi ambiti sono stati molti consiglieri di centrosinistra, da Arnaldo Scarabelli (Margherita) a Renato Antonelli (Ds). Mentre Piergiorgio Domenis (Ds) ha chiesto insieme al riconoscimento della lingua friulana, anche quello per le slavofone e germanofone. Sulla mancata adesione di Gorizia, invece, l'autonomista Valeria Grillo si è detta convinta che anche questa Provincia ci sarà «perché il sentire della popolazione è quello e non sarà qualche ostacolo politico a bloccare questo processo». Alla fine i voti favorevoli sono stati 25 e l'unico astenuto Carmelo Seracusa (Rc). I sei consiglieri nominati dall'assemblea di palazzo Belgrado e che formeranno il nuovo gruppo di lavoro sono Andrea Mansutti (Udc), Mauro Steccati (An), Stefano Teghil (Ln), Renato Antonelli (Ds), Giordano Menis (Sdi) e Arnaldo Scarabelli (Dl).

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