Protonterapia, il cantiere avanza dopo tre anni: i primi pazienti al Cro nel 2027
Il direttore Tonutti: «Trampolino di lancio per aspirare alla scuola di specializzazione in radioterapia»

Prende forma l'edificio che ospiterà la Protonterapia. Risale a novembre 2021 la firma del contratto che ha gettato le basi del progetto al Cro di Aviano : dopo tre «lunghi» anni durante i quali la burocrazia ha regnato sovrana, a soli diciotto mesi dall'avvio effettivo dei lavori la struttura è quasi pronta. Con moderato ottimismo, il direttore generale Giuseppe Tonutti auspica «di poter trattare i primi pazienti entro la seconda metà del prossimo anno». «Manca da realizzare l'ultimo livello dell'edificio – ha chiarito il dg dell'istituto avianese – A seguire, dopo l'installazione le successive tarature, la macchina potrà finalmente entrare in funzione».
L'arrivo della Protonterapia al Centro di riferimento oncologico per Tonutti rappresenta il trampolino di lancio affinché, in un futuro non troppo lontano, «il Cro possa ospitare la scuola di specialistica in radioterapia» . «Una specializzazione che manca in Friuli Venezia Giulia e che necessita di essere rilanciata – ha precisato il direttore generale –. Teniamo presente che, a oggi, il fabbisogno di radioterapisti della nostra regione lo soddisfano prevalentemente le scuole di specializzazione in Veneto».
È il direttore dell'Oncologia radioterapica a fare il punto sullo stato di avanzamento dell'opera ea scendere nei dettagli delle prossime tappe che, tra circa un anno, porteranno all'avvio del nuovo servizio. «L'edificio sarà completato nei prossimi mesi – ha reso noto Mascarin –. Entro l'estate, invece, la ditta incaricata dovrebbe consegnarci il ciclotrone, ovvero la macchina che produce i protoni, e successivamente il gantry, un'altra componente importante deputata al trasporto del fascio di particelle sino alla sala di trattamento, l'ultima parte che sarà allestita». Anche il direttore della struttura è fiducioso nel riuscire a trattare i primi pazienti entro la fine del prossimo anno. «È ciò che auspichiamo – ha precisato –. Tuttavia, si tratta di un progetto molto grosso. In questi casi parlare di tempistiche precise è sempre relativo. Non si può negare, però, che a oggi i lavori stanno procedendo senza particolari intoppi».
Sono passati tre anni dalla firma del contratto per portare la protonterapia al Cro, che risale a novembre 2021, alla posa della prima pietra, effettuata a settembre 2024. Trentasei mesi durante i quali a fare da sovrani sono stati la burocrazia, gli accertamenti bellici e archeologici. Per non parlare dei rallentamenti legati al reperimento e all'aumento del costo delle materie prime, dovute conseguenze della guerra in Ucraina, che hanno portato anche all'incremento del quadro economico di 5 milioni di euro, passato da 32 a 37 milioni.
Nel frattempo, la struttura guidata da Mascarin è al centro di ulteriori «e importanti investimenti». «A metà febbraio dovrebbero consegnarci la nuova tomoterapia, dal valore di 7 milioni di euro e sviluppata grazie a fondi messi a disposizione della regione – ha concluso –. Sostituiremo quella attuale, che risale al 2005, con una macchina più performante di ultima generazione».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








