Il dna in un ciondolo: gli studenti della Ellero diventano biologi nei laboratori dell'Università di Udine
Al Polo dei Rizzi l'esperienza pratica del progetto "Biotecnologie e biologia". Dalla mucosa boccale all'estrazione genetica: così il V Comprensivo orienta i futuri talenti della scienza

Con indosso il camice bianco, muniti di provette e contenitori, hanno estratto il proprio Dna e lo hanno analizzato. Scoprendone, poi, tutti i suoi utilizzi, come per esempio quello forense (identificazione di un individuo) o legato alla medicina (test genetici). Un’esperienza formativa che gli studenti di terza della media Ellero hanno potuto fare, nei giorni scorsi, nel laboratorio didattico universitario del polo scientifico dei Rizzi. Questo grazie al progetto “Biotecnologie e biologia” che coinvolge il V istituto comprensivo e l’Ateneo di Udine. Partito più di una decina di anni fa, con l’interruzione durante il Covid e in seguito aggiornato, è una «iniziativa pilota sul territorio regionale per la divulgazione della cultura scientifica e per l’orientamento».
Tra le finalità del progetto vi è l’avvicinamento degli studenti alle possibilità aperte dalle tecnologie e dall’innovazione scientifica nel campo della Biologia applicata allo studio dei sistemi cellulari, «fornendo modelli esemplificativi di orientamento formativo – sottolinea la dirigente del V istituto comprensivo, Sara Cuomo –, anche, come accaduto negli anni scorsi, con attività di tutoraggio da parte di studenti liceali del Copernico. Quest’anno alcuni studenti delle classi terze della scuola Ellero hanno potuto trascorrere un pomeriggio nel laboratorio didattico universitario del polo scientifico dei Rizzi, in via delle Scienze». L’esperienza laboratoriale degli alunni, supportata da un tecnico e da due laureandi dell’università, è consistita «nell’estrazione – indica la dirigente – del proprio Dna, la molecola che contiene le informazioni genetiche ed è presente in tutte le cellule, a partire dalla mucosa boccale, con successiva analisi dei campioni ottenuti, che hanno potuto portare a casa in un ciondolo».
Il progetto Bio Orientiamoci (oggi Biotecnologie e biologia) è nato nell’anno scolastico 2013/2014, grazie all’incontro tra il professore Gianluca Tell dell’Università di Udine e la professoressa Lucia Peressini, docente di matematica e scienze alla Ellero , supportato, negli anni successivi, dalla professoressa Roberta Benetti dell’Ateneo e dalla dirigente scolastica del V Comprensivo Cuomo.
«L’anno scorso era stato finanziato con i fondi del Pnrr – spiega Cuomo – e svolto nelle ore extracurricolari. Quest’anno, invece, è stata fatta una preparazione nelle classi terze nelle ore curricolari, utilizzando i fondi regionali per l’orientamento, e poi alcuni di questi studenti sono andati all’università. L’idea iniziale, in realtà, prevedeva che l’università mandasse i tecnici nel laboratorio del Copernico e che gli studenti del liceo scientifico facessero poi da tutor agli allievi delle medie. Alla fine, grazie all’accordo tra comprensivo e Dipartimento di Biologia molecolare, gli allievi delle medie sono stati accolti al polo dei Rizzi. «La scuola secondaria di primo grado (media), per sua stessa natura – conclude Cuomo –, deve poter collegare l’apprendimento alla realtà attraverso un sapere esperienziale vivo e partecipato, per la formazione di cittadini consapevoli, responsabili e sostenibili».
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