Profughi, saranno più facili i rimpatri verso la Carinzia

UDINE. Basterà un semplice scontrino fiscale trovato in possesso del profugo e con le tracce del suo passaggio in Austria per rispedirlo alla frontiera. È giro di vite per i richiedenti asilo rintracciati e fermati dopo aver fatto ingresso in Italia.
L’accordo è stato firmato giovedì a Thorl Maglern dal questore di Udine, Claudio Cracovia, il direttore della IV^ zona della polizia di frontiera, Irene Tittoni e il direttore regionale della polizia della Carinizia, Michaela Kohlweib.
Le forze dell’ordine udinesi dovranno fornire prove documentali che i cittadini stranieri provenienti da altri Stati stiano clandestinamente transitando attraverso la frontiera.
Saranno ritenuti validi ai fini di prova il visto o il permesso di soggiorno rilasciato dall’Austria, ma anche un semplice biglietto ferroviario o altro mezzo di trasporto, le fatture e le ricevute alberghiere, gli scontrini fiscali e i pagamenti di pedaggi autostradali che recano impresso il passaggio in Austria.
La riconsegna dovrà essere avviata entro 24 ore dall’attraversamento illegale del confine.
Nel caso in cui il rintraccio delle persone sia avvenuto nel corso dei servizi di pattugliamento misto delle due forze di polizia, la riammissione sarà accettata anche in assenza di prove documentali.
La procedura di riammissione non varrà, invece, nel caso in cui i migranti abbiano in corso una procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato in un altro Paese all’infuori di Italia e Austria. Per questi varrà la convenzione di Dublino.
Il protocollo, che sostituisce il precedente sottoscritto dal questore e dal direttore della Carinzia il 23 giugno 2000, avrà inizialmente validità per un periodo di prova di tre mesi. L’accordo dovrebbe far rifiatare almeno in parte il territorio udinese che, nell’ultimo mese, ha dovuto nuovamente subire l’ “ondata” dei profughi.
Mille i richiedenti asilo ospitati nelle caserme: 800 di questi soltanto alla Cavarzerani, 200 alla Friuli. Settanta i nuovi arrivi tra venerdì e sabato prossimo. E ogni giorno alla questura di Udine sono circa una trentina i migranti che si rivolgono agli uffici per i fotosegnalamenti. Numeri che rendono l’idea dell’emergenza in città. Una situazione che sta diventando «intollerabile», usando le parole del prefetto Vittorio Zappalorto. Una settimana fa è stata anche consegnata l’ala nuova della palazzina E della Cavarzerani. Lì sono stati «stipati in letti a castello 250 richiedenti asilo», «in attesa – ha specificato il rappresentante del governo – che ci sia un “prelievo” dalla città di 300 – 400 profughi nell’immediato».
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