Profughi all’addiaccio, nuova protesta e sciopero della fame

Pordenone, portate via le coperte e gli effetti personali al parco Querini, così i richiedenti asilo si sono radunati in piazza del Popolo: «Siamo al parco da un mese e due giorni, senza bagno e docce». Momenti di tensione ma poi è stato evitato lo sgombero

PORDENONE. Protesta dei profughi davanti alla Prefettura a Pordenone. Questa mattina, martedì 2 agosto, i richiedenti asilo che vivono all'addiaccio si sono visti portar via effetti personali (zaini, scarpe, magliette, acquistate dai volontari di Rete solidale) al parco Querini.

I richiedenti asilo sono determinati a fare lo sciopero della fame fino a quando non gli vorrà trovata una sistemazione. "Siamo al parco da un mese e due giorni - spiegano in inglese, senza bagno e senza poter fare una doccia". Le coperte e il materiale é stato portato via dall'ufficio verde del Comune durante la "normale pulizia" del parco

Nel frattempo i richiedenti asilo si sono sentiti dire che i tempi di apertura dell'hub alla caserma Monti non sono certi. L'appalto alla Croce rossa é partito dal primo agosto, ma la struttura - stando a quanto riferito dalla prefettura alla polizia che ha mediato sul posto - non é pronta.

Di fronte al sit in in piazza del Popolo, il prefetto di Pordenone, Maria Rosaria Laganà ha chiesto l'intervento delle forze di polizia per sgomberare i profughi. L'azione di forza non é stata necessaria.

Dopo una breve riunione sul posto con i volontari di Rete solidale, i profughi hanno deciso di andare via.
Qualcuno ha deciso di fare comunque lo sciopero della fame, qualcuno é andato alla Caritas per mangiare.
La polizia si é impegnata a recuperare gli effetti personali portati via dal Comune.
 

 

Argomenti:immigrazione

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto