Prof in coma, stipendio al marito: a giudizio

UDINE. Ha preso strade diverse (anche approdando a Udine) il processo che prefigura una truffa e diverse ipotesi di abuso d’ufficio per il caso dell’insegnante di musica in stato vegetativo. In sintesi, mentre lei si trovava inerme in ospedale, lui andava nelle scuole della provincia a sottoscrivere al suo posto contratti di lavoro come prof.
Lo “zoccolo duro” dell’inchiesta è rimasto compatto e ieri il Gup del tribunale di Tolmezzo, Massarelli, ha decretato il rinvio a giudizio con fissazione della prima udienza il 15 giugno. Gli atti relativi alla posizione di tre imputati sono stati trasmessi a Udine per competenza territoriale, mentre per una posizione il giudice ha ritrasmesso gli atti alla procura perché corregga un errore materiale su una certificazione, ma soprattutto perché individui (evidentemente con ulteriori indagini) chi era presente nelle segreterie delle scuole in assenza del dirigente quando furono consegnati i moduli.
È il processo che vede imputati Andrea Agostinis, tolmezzino residente a Udine, e altre sette persone tra medici e presidi: i dirigenti scolastici Marina Bosari di Pasian di Prato, Fabio Pellizzari di Tolmezzo e Maria Beatrice Polli di Terzo di Tolmezzo; i medici Luciano Ciccone di Cividale, Giorgio Blasich di Tavagnacco e Adalgisa Cadonati di Tolmezzo. Poi c’è l’ucraina Svitlana Soyko, residente a Pasian di Prato, che risultava convivente di Agostinis all’epoca dei fatti contestati, che abbracciano un arco temporale compreso fra il 2006 e il 2012: cinque anni scolastici.
Gli atti al Pm sono stati ritrasmessi per la posizione della Bosari (difesa dall’avvocato Borgna), mentre è stata stabilita l’incompetenza territoriale, con relativa trasmissione del fascicolo alla procura di Udine, per le posizioni di Ciccone e Blasich (avvocato Conte) e della Soyko. Per tutti gli altri è stato disposto il rinvio a giudizio.
Le difese (nel collegio figurano anche gli avvocati Comparetti, Di Doi, Scalfari, Cardella, Pedrazzoli e D’Orlando) si erano espresse per il non luogo a procedere. Per i dirigenti scolastici, in linea di massima, c’è persino la certezza della loro assenza il giorno in cui nelle diverse scuole era stato sottoscritto il modulo. Per quanto riguarda i medici, è stata prefigurata una specie di truffa di cui loro stessi sono risultati vittime, essendosi presentata una persona viva e vegeta alla visita e probabilmente con la sostituzione di qualche documento.
Agli atti dell’inchiesta figurano appunto i certificati che attestavano l’idoneità fisica all’insegnamento della donna di volta in volta rilasciati dai medici dell’Ass 4 Medio Friuli.
Il meccanismo della truffa ipotizzata consisteva nel presentare poi, a ogni inizio d’anno scolastico, le richieste di malattia. Per un calcolo globale di oltre 65 mila euro di stipendi percepiti.(g.s.)
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