In aula le telefonate di Patrizia ai soccorritori, i video e 80 testimoni per la tragedia del Natisone
Udienza fiume a Udine per la morte dei tre giovani. Il Procuratore Lia: «In aula audio e video dei drammatici momenti». La mamma di Patrizia: «Vogliamo verità»

Ci saranno gli audio delle telefonate fatte da Patrizia Cormos ai soccorsi, le foto scattate dalla giovane mentre l’acqua del Natisone cominciava a salire, e i video dei passanti che quel 31 maggio 2024 si trovavano a ridosso del ponte Romano di Premariacco. Documentazione depositata ieri nell’aula B del tribunale di Udine dal procuratore capo Massimo Lia e dal pm Letizia Puppa nel corso dell’udienza davanti al giudice Daniele Faleschini Barnaba che vede imputati tre vigili del fuoco e un operatore della Sores per la morte di Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Casian Molnar. In aula presenti tutti i parenti più stretti dei tre ragazzi, a cominciare da mamma Mihaela: «C’è bisogno di ascoltare la voce di Patrizia quando chiede aiuto così tutti si renderanno conto di cosa hanno passato quei ragazzi, dei momenti di terrore che hanno vissuto».
L’udienza
Come già accaduto, l’aula B si è dimostrata troppo piccola per contenere tutti i presenti (quando avrà inizio la fase dibattimentale vera e propria il processo sarà trasferito in aula A). Oltre ai familiari dei tre giovani travolti dalla piena del Natisone, c’erano decine di vigili del fuoco e di infermieri per solidarizzare con i quattro imputati per omicidio colposo: Andrea Lavia, Luca Mauro, Enrico Signor e Michele Nonino.
Presenti i loro difensori, Stefano Buonocore, Alfonso Mangoni e Maurizio Miculan, l’avvocato di parte civile Maurizio Stefanizzi e gli avvocati di Arcs (Azienda regionale di coordinamento per la salute del Friuli Venezia Giulia) e ministero dell’Interno, citati in giudizio come responsabili civili (a cui spetterà, in caso di condanna, il risarcimento delle parti offese), Rino Battocletti e Guglielmo Guglielmi. È servita poco più di mezz’ora al giudice Faleschini Barnaba per riaggiornare l’udienza al 24 marzo, dando così modo ad Arcs e Viminale di avere il tempo di studiare le carte depositate ieri dalla Procura e di produrre eventuali nuovi documenti. Intanto sono state ammesse le liste dei testimoni che in totale, tra accusa e difesa, sfiorano le 80 unità. Tra le new entry un responsabile di Arcs e un esperto elicotterista.
Il procuratore
«L’udienza del 24 marzo servirà ancora per la produzione di eventuale nuova documentazione, poi dalla successiva l’istruttoria dibattimentale potrà avere inizio – ha affermato Lia –. Da parte nostra abbiamo prodotto supporti informatici con le registrazioni delle telefonate tra i tre ragazzi e le centrali operative, i video e le foto di quel 31 maggio. In tal modo – ha aggiunto – siamo convinti di poter fornire nel miglior modo possibile un resoconto dei fatti per mettere il giudice nelle condizioni di decidere. Saranno importanti pure le testimonianze di alcuni passanti e gli accertamenti tecnici effettuati per verificare tempi e modalità dei soccorsi. Soccorsi che potevano salvare la vita alle vittime», ha concluso Lia.
Le famiglie
I genitori di Patrizia sono arrivati in aula con una maglietta che chiedere giustizia per la loro figlia e per gli altri ragazzi travolti dal Natisone: «Ci sono tanti amici che le volevano bene e che dalle prossime udienze saranno in aula perché nessuno vuole dimenticare né lei né gli altri ragazzi. Questa tragedia – ha chiuso mamma Mihaela commuovendosi – ci ha rovinato la vita ma continueremo a lottare. Speriamo che la scritta “La giustizia è uguale per tutti” sia veritiera, perché se qualcuno ha sbagliato deve risponderne».
Si è poi soffermata sul lavoro portato avanti dalla Procura: «Hanno fatto un grandissimo lavoro, si vede che hanno preso a cuore questa tragedia, che vogliono vederci chiaro e capire cosa non è andato. Speriamo di trovare verità e giustizia per mia figlia».
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