Prima il danno alla Rizzani poi la “fuga” alle Canarie

UDINE. Quando la Rizzani De Eccher ha cercato di recuperare la somma di oltre mezzo milione di euro versata a titolo di fideiussione alla Compagnia finanziaria generale si è ritrovata prima di fronte a un azzeramento del capitale sociale e poi a un trasferimento della sede legale dell’azienda nel paradiso fiscale delle isole Canarie, dove veniva resa impossibile la dichiarazione di fallimento dell’azienda e la conseguente insinuazione al passivo della creditrice.
Dopo una storia ultradecennale, la vicenda ieri è approdata al tribunale di Udine dinanzi ai giudici riuniti in composizione collegiale (Di Silvestre, Pecile, Qualizza) e si è conclusa con una sentenza di condanna: un anno di reclusione per Marco Brera 55enne romano amministratore unico della finanziaria (difeso dall’avvocato Antioco Pintus) e il liquidatore Elio Mignanti 77enne di Civitavecchia (avvocato Teodoro Masoni) con sospensione della pena condizionata al pagamento della provvisionale di 30 mila euro alla Rizzani De Eccher e il risarcimento da determinarsi in separata sede. Un successo per la Rizzani De Eccher costituitasi parte civile nel procedimento a carico dei due amministratori e rappresentata dall’avvocato Maurizio Miculan.
Il procedimento va inquadrato nell’ambito della riforma del diritto societario e presenta non pochi elementi di novità. Le indagini condotte dalla Tributaria per conto della Procura di Udine e coordinate dal Procuratore aggiunto Raffaele Tito hanno permesso di mettere in luce i complessi passaggi della vicenda che iniziò nel 2000. La Rizzani De Eccher ottenne un appalto per realizzare un lotto della base militare di Aviano, subappalta alle aziende romane Ira e Almeida.
Ed è allora che la Compagnia generale finanziaria Spa entrò in ballo con una fideiussione da 1.035.637 vecchie lire a garanzia dell’esecuzione dei lavori. Ma quando la Rizzani De Eccher provò a entrare in possesso della somma non vi riuscì. Nel maggio 2004 fece ricorso a un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Udine. L’azienda, per tutta risposta, ridusse da 5.840.000 a 1.400.000 euro il capitale sociale e il capitale ridotto fu restituito all’amministratore unico Marco Brera che costituì una nuova società. Nel 2005 arrivò una nuova riduzione a 50.000 euro del capitale sociale.
Nel frattempo con lodo arbitrale, Ira e Almeida Spa sono state condannate a corrispondere 1.661.000 euro alla Rizzani de Eccher a titolo di risarcimento. La garanzia rilasciata dalla Finanziaria afferiva proprio alle obbligazioni contratte dalle due società. Così la Rizzani nel 2007 ha intimato alla Finanziaria di pagare, ma ha appreso che quest’ultima aveva trasferito la sede della società alle isole Canarie.
I due manager della Finanziaria sono stati quindi riconosciuti colpevoli di aver effettuato operazioni a pregiudizio dei creditori. «Siamo soddisfatti della sentenza – ha commentato l’avvocato Miculan – e non escludiamo la possibilità di intraprendere eventuali azioni cautelare negli confronti imputati per tutela del credito».
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