Presidio dei lavoratori, la Regione incalza Snaidero: «Sospenda la decisione di chiudere la verniciatura»
Si è concluso il primo tavolo sulla crisi dell’azienda produttrice di cucine. L’incontro sarà riconvocato. Gli assessori Bini e Rosolen dettano le condizioni: l’Ad ci presenti un piano industriale

Esito interlocutorio per il tavolo convocato venerdì 9 gennaio, nella sede della Regione a Udine, sulla situazione di crisi della Snaidero di Majano e, in particolare, sulla decisione annunciata dall’azienda poco prima di Natale di voler esternalizzare la funzione della verniciatura, chiudendo il reparto all’interno dello stabilimento collinare all’inizio di febbraio con conseguenti 28 esuberi.
Un niente di fatto che si è accompagnato però a una dura presa di posizione degli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e al Lavoro, Alessia Rosolen, che hanno condiviso la necessità di una riconvocazione del tavolo, a patto di due condizioni: «La presentazione di un piano industriale da parte dell’amministratore delegato e la sospensione immediata della decisione di chiudere il reparto verniciatura».
Il riferimento all’Ad è tutt’altro che casuale. Al tavolo di ieri, al quale hanno preso parte, oltre ai due esponenti della giunta Fedriga, le parti sociali, un rappresentante di Confindustria e una parte dei vertici aziendali, non ha partecipato infatti l’Ad di Snaidero, Alessandro Trivillin. “Sostituito”, in collegamento dalla Francia, dal neo nominato Coo di Snaidero, Dario Giacomelli, dai responsabili del personale e della produzione intervenuti in presenza.
Iniziato alle 12 circa, il confronto si è protratto per circa un’ora, accompagnato da un composto presidio, fuori dalla sede regionale, animato da una ventina di lavoratori in forze al reparto condannato alla chiusura. «Abbiamo illustrato agli assessori la situazione che vive l’azienda orma da anni», ha fatto sapere Massimo Minen, segretario di Feneal Uil Fvg, che all’incontro ha partecipato assieme ai colleghi Carlo Cimenti di Fillea Cgil e a Sonia Quatrida di Filca Cisl. Risposte dall’azienda non ne sono arrivate. Richieste dal sindacato sì. Sempre le stesse. Quelle già avanzate con forza durante la giornata di sciopero, il 23 dicembre, che ha visto il 95% dei 250 dipendenti di Snaidero incrociare le braccia.
Lo avrebbero fatto ancora, il 29, 30 e 31 del mese scorso, non fosse per la discesa in campo della Regione, con la convocazione a stretto giro del tavolo e la contestuale assicurazione dell’azienda, alla luce dell’impegno istituzionale, di sospendere fino all’incontro ogni decisione sul reparto verniciatura. «Oggi abbiamo ribadito quelle richieste – ha proseguito Minen a valle del vis à vis in Regione –. Abbiamo chiesto all’azienda che ci presenti un piano industriale, cosa che chiediamo senza esito ormai da tempo, e che quantomeno sospenda la decisione sulla chiusura della verniciatura. Accogliamo con grande soddisfazione la presa di posizione della Regione con le dichiarazioni degli assessori Bini e Rosolen».
Dichiarazione, quelle dei due esponenti dell’esecutivo regionale, come detto tutt’altro che concilianti. «Il confronto istituzionale e sindacale richiede trasparenza, responsabilità e una visione industriale chiara. La Regione è pronta a fare la propria parte, come avvenuto fino ad oggi, con gli strumenti di politiche del lavoro e l’intervento di Friulia (che di Snaidero è uno dei soci, ndr), ma ogni sostegno deve poggiare su un piano industriale condiviso e su un dialogo reale, capace di tenere insieme sviluppo e tutela del lavoro, aspetti che nell’incontro di oggi sono sorprendentemente mancati».
Così si legge, in un esordito tutt’altro che soft, nella nota dopo l’incontro dai due assessori. «La volontà della Regione – hanno sottolineato ancora Rosolen e Bini – è chiara: mantenere un marchio che rappresenta una parte importante della storia industriale del Friuli Venezia Giulia e lavorare affinché il sito produttivo resti aperto, tutelando le maestranze. Per farlo servono però scelte condivise – hanno rimarcato –, assunzioni di responsabilità e un confronto concreto e limpido, che costruisca soluzioni reali».
La Regione ha confermato la disponibilità ad affiancare l’azienda e i lavoratori, attraverso gli strumenti già utilizzati in passato e fino a oggi, all’interno di un percorso strutturato e credibile, fondato su un progetto industriale capace di garantire continuità produttiva e occupazionale.
In attesa che venga fissata la data del prossimo tavolo istituzionale, il 14 gennaio, a Majano, i sindacati hanno ottenuto dal Comune la possibilità di utilizzare la sala consiliare per ospitarvi un incontro pubblico, durante il quale condividere, con i cittadini e con tutte le persone interessate, la situazione di difficoltà dell’azienda, deflagrata oggi dopo una gestione silenziosa e responsabile da parte dei lavoratori, ormai da anni costretti all’utilizzo degli ammortizzatori. L’auspicio del sindacato è per una presenza importante anche della Politica, quasi del tutto assente tanto al presidio dei lavoratori prima di Natale (salvo per i vertici regionali di Avs) quanto, in generale, dal dibattito sulla situazione di un così importante sito industriale (anche in questo caso con qualche eccezione, vedi le prese di posizione dei consiglieri regionali Massimiliano Pozzo e Massimo Moretuzzo).
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