Premio Epifania, il riconoscimento a Cerno e Protezione civile: «Esempi di eccellenza»
A Tarcento il riconoscimento 2026 a due eccellenze che hanno dato prestigio e identità al Friuli Venezia Giulia

Dare pubblico riconoscimento alle persone che si sono distinte a vantaggio del Friuli: è questo il caposaldo che, da 71 anni, Tarcento e l’intera Regione portano avanti attraverso il Premio Epifania. A ricevere in Sala Margherita l’ambita onorificenza per il 2026 sono stati ieri sera la Protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia e il Tommaso Cerno.
Il riconoscimento, conosciuto anche come “Cavalierato del Friuli”, nasce negli anni Cinquanta da un’idea della Pro Tarcento, ieri rappresentata dal presidente Nazareno Orsini. «Da 71 anni – ha commentato il vicepresidente regionale e assessore a Cultura, Sport e Solidarietà Mario Anzil – questo è un appuntamento capace di custodire e rinnovare una tradizione che riconosce l’impegno civile e il contributo di persone e realtà che danno prestigio al Friuli Venezia Giulia e ne rafforzano l’identità».
I premiati di questa edizione, ha sottolineato Anzil, rappresentano esempi di eccellenza e responsabilità: da un lato chi, attraverso il giornalismo e l’attività culturale, ha saputo interpretare il dibattito pubblico nazionale; dall’altro una realtà che affonda le proprie radici nella tragedia del terremoto del 1976, diventando nel tempo un modello riconosciuto anche a livello internazionale.
Alla Protezione civile regionale è stato attribuito il premio per la straordinaria capacità dei volontari di aiutare il territorio a riscattarsi e rinascere, trasformando una tragedia in un patrimonio collettivo. Il secondo riconoscimento è andato a Tommaso Cerno, giornalista friulano, saggista e opinionista tra i più noti nel panorama nazionale.
«L’importanza del Premio Epifania – ha evidenziato il sindaco di Tarcento Mauro Steccati – sta nella volontà di solennizzare le manifestazioni legate all’Epifania friulana, nata nel lontano 1928. Tutti questi anni raccontano una storia fatta di grandi numeri, resa possibile dall’impegno di moltissime persone».
Ai vincitori sono stati consegnati diplomi di benemerenza e le tradizionali statuette realizzate dal maestro orafo Sergio Mazzola. «Questo premio nasce da una tragedia – ha ricordato l’assessore regionale alla Salute e delegato alla Protezione civile Riccardo Riccardi –. Una storia che dura da 50 anni e che ha moltiplicato il proprio valore in tutto il Paese grazie al volontariato. La sfida di oggi è trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni».
A chiudere la cerimonia le parole di Cerno: «Ricevere questo riconoscimento è molto importante per me. Vengo da queste terre e ho capito che raccontarle è la cosa più bella del mondo, come affondare di nuovo le radici e rinascere».
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