Prefettura, arriva la donna anti-mafia

Pordenone la spunta. Non solo ha ottenuto la nomina di un prefetto – ieri sera il consiglio dei Ministri ha approvato la nomina –, ma ha ottenuto la designazione di un nome particolarmente gradito al territorio, quello di Maria Rosaria Laganà. Il primo a diffondere la notizia ieri mattina è stato il coordinatore regionale di Ncd Isidoro Gottardo, che ha appreso della designazione, direttamente dal ministro Angelino Alfano.
«Esprimo soddisfazione per un risultato tutt’altro che scontato – le parole di Gottardo che per mesi è stato in pressing del ministro –, per il quale in modo univoco si sono mobilitate categorie e istituzioni locali, regionali e parlamentari. Ringrazio il ministro Alfano per aver pazientemente e con determinazione lavorato per tale obiettivo facendo proprie con questa nomina le nostre motivazioni che sono volte a far sì che Pordenone rimanga sede di Prefettura e di conseguenza anche sede delle altre istituzioni dello Stato oggi presenti».
Laganà, originaria di Verona, ieri ha cessato il suo incarico alla Agenzia nazionale gestione beni sequestrati alla mafia, per assumere il nuovo incarico a Pordenone. Per la Prefetta è un ritorno visto che aveva lavorato a Pordenone già nel 2007, come viceprefetto vicario. Ruolo, quello che Laganà aveva allora, oggi ricoperto da Alessandra Vinciguerra che, ormai da un anno, svolge le funzioni di prefetto (a lei i ringraziamenti delle categorie e della presidente Serracchiani).
Quando alla fine dello scorso anno si è diffusa la preoccupazione per la possibile perdita della Prefettura, la strategia delle istituzioni locali è stata quella di serrare le file per chiedere un nuovo prefetto. E a sei mesi di distanza – dalla riunione tra i partiti di governo scaturì la lettera di Pedrotti ad Alfano, lettera che era stata anticipata da quella delle categorie – è arrivato il via libera.
«Da tempo consideravamo prioritario che il Pordenonese potesse contare su una figura prefettizia di prestigio – ha osservato la presidente della Regione Serracchiani –. Il fatto che il prefetto Laganà abbia un’approfondita e specifica conoscenza di questo territorio non può che aiutare il dialogo istituzionale, oggi più che mai indispensabile considerata la complessa situazione socio-economica che la destra Tagliamento sta attraversando»
Il Consiglio dei ministri di ieri ha di fatto stravolto l’assetto in regione. Oltre a Laganà, è stata decisa la nomina di Vittorio Zappalorto – fino a ieri alla guida dell’Ufficio territoriale di Gorizia – a prefetto di Udine. Nel capoluogo isontino, invece, arriva Isabella Alberti, che da Ispettore generale di amministrazione diventa prefetto.
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