Precipita con l’ultraleggero L’indagine parte da due video

FONTANAFREDDA. La Procura di Pordenone ha acquisito due video che immortalano, in sequenza, il decollo e la caduta dell’ultraleggero martedì scorso all’aviosuperficie di San Stino di Livenza. Nell’incidente ha perso la vita Enos Gaiga, 54 anni, pilota e inventore della barca volante, residente a Fontanafredda.
Nel primo filmato, girato da uno spettatore, si vede l’ultraleggero decollare, salire in alto, ma non lo si vede precipitare perché il video si interrompe dopo le grida «Aiuto! Aiuto!».
La telecamera fissa installata in un hangar, invece, ha ripreso la fase successiva: gli inquirenti hanno notato che la caduta verticale è preceduta da una doppia manovra, una virata a sinistra e poi una verso destra. L’incidente è avvenuto circa una ventina di secondi dopo il decollo.
Fotogrammi che potrebbero risultare utili, agli inquirenti, per ricostruire la dinamica dell’incidente. Nessuna ipotesi, in questa prima fase delle indagini, può essere scartata, dall’avaria all’errore umano.
Il pm Federico Facchin ha aperto un’indagine per omicidio colposo, nell’ambito della quale sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Gaiga per sgombrare il campo da ogni possibile dubbio.
Potrebbe essere conferita invece la prossima settimana la consulenza tecnica sulla dinamica, quando sarà individuato il professionista. I resti del velivolo sono stati posti sotto sequestro. Tale tipologia di ultraleggeri non possiede una scatola nera: la ricostruzione dell’accaduto risulterà complicata.
La magistratura pordenonese si è già messa in contatto con l’Enac, come prevede il protocollo in caso di incidenti aerei. Dalla Procura arriva una riflessione generale sulla necessità di regolamentare sotto il profilo normativo l’utilizzo e la costruzione degli ultraleggeri.
Riceviamo invece dal giornalista Luigi Gandi e pubblichiamo la seguente precisazione: «Non ho mai dichiarato che il deltaplano Aeros oggetto del recente incidente costato la vita a Enos Gaiga è fatto di materiali scadenti né ho mai pubblicato questo su Facebook. Una persona ha pubblicato sulla mia pagina Facebook che la casa madre ucraina Aeros avrebbe emesso tempo fa un avviso ai naviganti che alcune parti dei deltaplani Aeros fabbricati nel 2011, 2012 e 2013 in particolare il roll bar sarebbero state sostituite dalla stessa casa madre. Questo ho ricevuto da un commento esterno di una persona sul mio ricordo su Facebook di Enos Gaiga».
Gandi ha sottolineato di non aver mai diffuso sul social network nessuna perizia tecnica né di aver mai espresso giudizi su presunti difetti dell’ultraleggero e di ignorare di chi fosse la proprietà effettiva del mezzo. —
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