Sempre sopra la soglia di allerta del 40 per cento, ma in calo rispetto a una settimana fa. Il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti Covid dell’area medica migliora, ma non abbastanza per trascinarci fuori da una situazione che resta ancora preoccupante. Martedì scorso (26 gennaio), negli ospedali del Friuli Venezia Giulia risultava occupato il 52 per cento dei posti disponibili quando la soglia di allerta è fissata al 40 per cento. Nonostante sia in calo – la settimana precedente arrivava al 54 per cento – la percentuale resta ancora troppo elevata.
Questo è uno dei problemi che assilla le Aziende sanitarie costrette a correre ai ripari con continue riorganizzazioni interne che scontano la cronica carenza di medici e infermieri. Mediamente, nelle ultime settimane, il numero dei ricoverati nei reparti Covid di area medica sfiora le 700 unità. Tant’è che per riuscire a fronteggiare l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus, in alcuni casi le prestazioni non urgenti sono state rinviate senza bloccare l’attività internistica.
Alla terza commissione, il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Massimo Braganti, ha spiegato come è riuscito a predisporre oltre 500 posti Covid in tutti i presidi ospedalieri dell’Asufc. il nosocomio di San Daniele è stato riconvertito a causa dell’alto numero di contagi, mentre al Santa Maria nei 31 posti letto di terapia intensiva Covid sono stati accolti, da ottobre scorso, 344 pazienti per una degenza media di 15-20 giorni. Il 27 per cento non ce l’ha fatta.
Tamponi
Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni che fa più tamponi. Lo è sempre stata anche quando le positività venivano ricercate solo con i tamponi molecolari. Nel monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità il dato oscilla perché molto dipende dall’influenza delle giornate festive quando il numero scende di parecchio.
Nella settimana dal 18 al 24 gennaio, quella a cui si riferisce la bozza del report analizzata ieri dalla task-force regionale coordinata dall’epidemiologo, Fabio Barbone, il numero complessivo di tamponi positivi è pari a 2.901 su un totale di 23.172. La percentuale, ovvero l’indice di contagio, del 12,5 per cento, circa il 40 per cento in meno rispetto al dato rilevato la settimana precedente (dall’11 al 17 gennaio) quando la percentuale tra positivi (2.951) e test effettuati (13.863) era pari al 21,3 per cento.
Il trend in calo emerge anche dai dati relativi ai tamponi positivi nei setting territoriale e ospedaliero. Nel primo caso si tratta di 2.696 cai su 20.557 test pari al 13,1 per cento, nel secondo di 205 casi su 2.615 tamponi processati pari al 7,8 per cento.
Nella settimana presa a riferimento l’incidenza regionale è pari a 244.9 casi per 100 mila abitanti. La settimana precedente era inferiore, non superava i 221.4 sempre per 100 mila abitanti. Il numero complessivo dei casi è passato da 57.177 a 60.808 unità. Inevitabile l’aumento dell’incidenza cumulativa salita da 4.720,08 a 5.041,22 casi per 100 mila abitanti.