
Pordenone, rissa in centro nella notte tra bande: a terra sangue e vetri rotti
Gli scontri davanti al condominio Minerva, in piazzetta Bertossi. I residenti chiedono la vigilanza privata, il sindaco Basso: «Zona sensibile, restiamo in allerta».
Una violenta rissa nel cuore della notte ha trasformato la piazzetta adiacente al condominio Minerva in una scena da incubo. Urla, scontri e fuga nel buio: all’alba restano solo chiazze di sangue ovunque sull’asfalto, segno tangibile di una violenza fuori controllo. Per i residenti non è più una questione di degrado, ma di sicurezza. Non un episodio isolato, ma una spirale che si ripete sempre più spesso, soprattutto nei fine settimana, superando ogni limite: minacce, bottiglie rotte, fino ad arrivare a risse con coltelli e persone ferite che fuggono nel buio prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. E questa domenica mattina, 29 marzo, all’alba, è rimasta la prova più cruda di tutto questo.
La testimonianza
Allo scoccare della mezzanotte di domenica, mentre la città dormiva, sotto il condominio Bartossi si è svolto un violento scontro tra un gruppo di straniere, «una quindicina», ha raccontato un testimone. E chi vive nella palazzina non dorme serenamente da tempo. È il caso di V. R. e della figlia, che risiedono lì da venticinque anni. «Avevamo sentito schiamazzi già verso le 19 – ha fatto sapere – tuttavia, dopo, queste persone avevano fatto perdere le proprie tracce».
A mezzanotte, però, i gruppi rivali si sono dati nuovamente appuntamento nella piazza, squarciando il sonno dei residenti. «Mi sono svegliata sentendo forti urla e rumori provenire da fuori – ha aggiunto la figlia –. Non ho avuto il coraggio di affacciarmi per vedere cosa stesse accadendo. Mi sono limitata a chiamare le forze dell’ordine».
L’arrivo delle forze dell’ordine
In brevissimo tempo, sul posto sono intervenute, a sirene spiegate, due pattuglie della polizia di Stato e una gazzella dei carabinieri. Le persone coinvolte nella rissa, dopo aver sentito le sirene, si sono date alla fuga scendendo la scalinata della palazzina e dirigendosi verso il porticato di via Bertossi. C’è chi dallo scontro non è uscito illeso, considerando la scia di sangue visibile sull’asfalto la mattina dopo. Carabinieri e polizia, arrivati dalla strada che costeggia la Frasca Pozzar, non hanno trovato nessuno.
Le prime indagini
Alle forze dell’ordine non è rimasto altro da fare che svolgere i primi rilievi sulla scena, tra sangue e pezzi di vetro delle bottiglie infrante. L’area è ripresa da due telecamere: una accanto alla Casa del mutilato, in piazza XX Settembre, un’altra che punta dalla scalinata alla piazzetta. Le immagini saranno acquisite dagli inquirenti con la speranza che possano aver ripreso alcuni dei volti delle persone coinvolte nello scontro. «Credo si tratti di persone straniere – ha raccontato la figlia – considerando che mentre urlavano non scandivano un italiano corretto e molte frasi erano pronunciate in lingua straniera».
L’indomani
In mattinata, sulla scena della rissa, c’era la madre, scesa di casa per vedere i risultati di quanto accaduto la sera prima. «Uno spazio che dovrebbe essere privato ma ad uso pubblico è diventato terra di nessuno – ha raccontato –. Sinceramente abbiamo molta paura e stiamo valutando, come già fatto in altri condomini, di ricorrere alla vigilanza privata per sentirci più sicuri». Nel frattempo, grazie alla volontà di tutte le famiglie, i residenti, «per porre fine ai bivacchi», hanno fatto installare delle pensiline sulle due panchine dell’area. Nemmeno i dissuasori, però, sono bastati a fermare una situazione che ormai viene definita da tutti con una sola parola: «insostenibile».
Il commento del sindaco
«Sappiamo che la piazzetta in parte all’hotel Minerva è una zona sensibile e, per qusto, è sorvegliata speciale», ha dichiarato il sindaco Alessandro Basso dopo aver appreso l’accaduto. «Ci troviamo davanti a una questione di decoro legata alla scalinata, spesso luogo di bivacco», ha aggiunto. Da parte dell’amministrazione comunale la volontà «è di proseguire la linea e le azioni messe in campo sul fronte della sicurezza, tenendo monitorate con particolare attenzione la aree sensibili».
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