Pordenone, la Bcc “salva” la festa della Repubblica

Addio tartine, tutto a costo zero. Le sedie le “offre” la banca. E le forze dell’ordine celebreranno dentro le proprie mura

PORDENONE. Il tripudio di tartine e di delicatezze da gourmet è ormai un antico ricordo.

Banchetti coi soldi pubblici addio, nemmeno per le feste che dovrebbero celebrare l’orgoglio nazionale, come la festa della Repubblica, della Polizia di Stato o dell’Arma dei carabinieri. Almeno un cin cin? Niet, nemmeno con i bicchieri di carta. Non si sprecano soldi pubblici.

Il presidente del Consiglio dirama una lettera ai ministri per tagliare le feste di Stato (salvando solo il 2 giugno e il 4 novembre, quando si celebrano rispettivamente la Repubblica e le forze armate) e alla periferia del “fu impero” ci si adegua prontamente, con buona pace degli inviti già spediti. Anche la Repubblica, seppure “risparmiata” dalla scure romana, deve adeguarsi. Solo le sedie sono state salvate, ma da uno “sponsor” privato.

La prima a pagare il conto della lettera del premier Enrico Letta sarà la Polizia di Stato. Inviti già spediti per il 18 maggio, quando la festa (la ricorrenza nazionale era fissata per il 16 maggio) sarebbe dovuta essere celebrata nella sala consiliare della Provincia di Pordenone.

Le nuove disposizioni romane – anche se manca ancora la conferma ufficiale da via Rive Fontane – danno come indicazione l’organizzazione di un evento interno (quindi nella sede della Questura), con lettura del messaggio del capo dello Stato, riservato al personale. Formula che potrebbe toccare anche all’Arma dei carabinieri (la festa è in programma il 5 giugno) e a seguire a polizia penitenziaria, guardia di finanza, vigili del fuoco, fino al corpo forestale dello Stato.

Non va tanto meglio alla Prefettura che, negli anni pre-crisi, vantava il ricevimento più mondano dell’anno, riservato ad autorità e vip locali, dove la politica, tra gossip e strategie, era il piatto forte del ricevimento del prefetto.

Ora addio buffet, via fiori, brindisi, perfino le sedie. Se sobrietà deve essere, non si potrà mica stare comodi. E così la festa del 2 giugno rischiava di farsi in piedi, perché anche le sedie – non solo quelle dei politici – costano. A Pordenone, però, è arrivata in aiuto la Bcc pordenonese.

La banca, che ha da poco organizzato l’assemblea degli azionisti in Fiera, ha acconsentito al fatto che le proprie sedie restassero nel quartiere fino al 2 giugno, proprio per poter essere utilizzate dalla Prefettura per la ricorrenza del 2 giugno. «Un ringraziamento per la cortesia istituzionale ai vertici della Banca di credito cooperativo» ha commentato il prefetto Pierfrancesco Galante.

E così anche i mezzi militari, che l’anno scorso avevano richiamato circa 3500 visitatori rimanendo esposti in fiera non solo il 2 giugno, quest’anno se ne staranno in “garage”.

Alla Repubblica rimangono solo i discorsi ufficiali. Le parole hanno sì un valore, ma almeno quello non è in denaro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto