Pordenone, fioccano le multe per i selfie sui binari

PORDENONE. Ci risiamo. Da un lato la difficoltà nel parlarne per evitare il pericolo di emulazione, dall’altro la necessità di diffondere un messaggio chiaro per evitare la propagazione di comportamenti autolesionistici con esiti potenzialmente fatali per se stessi e per gli altri.
Dopo l’epoca dei sassi dai cavalcavia, in questi mesi si susseguono le notizie circa le pericolose scorribande di ragazzini lungo i binari ferroviari, spesso “condite” da selfie volti a testimoniare il proprio presunto coraggio nell’effettuare questo genere di bravate.
L’età delle persone coinvolte, e sovente anche dinamiche familiari, scolastiche e sociali insufficienti sotto il profilo della formazione di una coscienza in questi giovani, hanno prodotto risultati purtroppo concreti e pericolosi anche nella nostra provincia.
La polizia ferroviaria di Pordenone, nelle ultime settimane, ha emesso una serie di multe nei confronti di adolescenti “pizzicati” ad aggirarsi pericolosamente intorno ai binari. Le violazioni di legge sono state commesse, perlopiù in due zone della linea ferroviaria Venezia-Udine, che transita anche sul territorio del Friuli occidentale: Cusano di Zoppola e Sacile.
Qui ragazzini tra i 13 e i 14 anni hanno messo a rischio le proprie vite e quelle degli altri effettuando scorribande che non sono sfuggite, dietro segnalazioni da parte dei macchinisti dei treni alle forze dell’ordine, alla polizia ferroviaria.
Le indagini degli uomini del comandante Stefano Cadelli hanno portato all’individuazione dei ragazzi colpevoli, convocati insieme ai familiari e multati.
La sanzione, che in molti ritengono inadeguata nell’importo, 16 euro, può diventare tuttavia ben più “salata” se il macchinista del convoglio è costretto a frenare per evitare l’impatto, mettendo in questo modo a rischio l’incolumità delle persone che si trovano sul treno. In questo caso si apre il fronte del processo penale (il reato è “pericolo di disastro ferroviario”), oltre alle conseguenze legate a possibili disservizi provocati alla compagnia ferroviaria coinvolta in tali accadimenti.
La polizia ferroviaria di Pordenone e Casarsa ha intensificato i controlli e, grazie anche alle puntuali segnalazioni dei macchinisti di Trenitalia, è riuscere a chiudere nelle ultime settimane diverse indagini arrivando all’individuazione dei ragazzi coinvolti e applicando le sanzioni amministrative previste dalla legge.
Ora il lavoro residuo dovrebbero farlo le famiglie di questi ragazzi, che sempre più spesso cadono dalle nuvole e in molti casi considerano bravate ciò che invece sono comportamenti ben più pericolosi.
A creare pericoli lungo i binari ferroviari, poi, non sono soltanto gli adolescenti con le loro passeggiate e i loro selfie, ma anche alcuni immigrati che non hanno alcuna intenzione di compiere gesti dimostrativi e di postarli, magari, sui social network, ma utilizzano invece il tracciato ferroviario come guida utile a completare un tragitto tra un luogo e l’altro, raggiungendo località a cui non sarebbero in grado di arrivare autonomamente in diverso modo se non seguendo la via dei binari.
In questo caso nessuna sanzione ma una vigilanza rafforzata per verificare che, anche su questo fronte, non vengano a verificarsi situazioni di pericolo.
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