Piazza, teatro e nuovi parcheggi: il “Bronx” di Pordenone cambia volto e diventa Centro Valle

Il complesso si prepara a diventare un nuovo polo universitario, direzionale e civico nel cuore della città: ecco tutti i dettagli del progetto

Bruno Oliveti

Cambia nome, e con il nome cambia volto: il complesso che generazioni di pordenonesi hanno conosciuto come “il Bronx” si prepara a diventare Centro Valle, un nuovo polo universitario, direzionale e civico nel cuore della città. Sabato mattina è stato presentato lo studio di fattibilità per la riqualificazione urbanistica dell'ambito, firmato dallo Studio Valle Architetti Associati, alla presenza di rappresentanti di tutti i livelli istituzionali, oltre ai proprietari privati degli immobili coinvolti.

Il complesso, progettato dall'architetto Gino Valle tra il 1972 e il 1982, rappresenta un patrimonio architettonico di grande valore che dopo oltre quarant'anni necessita di un intervento organico su spazi pubblici e infrastrutture comuni. Il Comune ha già posto le prime basi della trasformazione acquisendo, grazie a un finanziamento regionale, l'immobile che ospita oggi il Centro per l'impiego, e successivamente l'edificio destinato a diventare sede universitaria, che accoglierà le Università di Udine e Trieste in un percorso condiviso con la Fondazione Its.

Dal “Bronx” a Centro Valle: il videorendering del nuovo complesso a Pordenone

Il masterplan, elaborato in dialogo diretto con i comproprietari dell'area — tra cui INAIL, Prelios e Confindustria Alto Adriatico — interviene innanzitutto sul livello interrato dei parcheggi, oggi aperto su strade che pur essendo formalmente private sono nei fatti percorsi pubblici, con conseguenti situazioni di degrado e di sosta selvaggia. Il progetto separa in modo netto i percorsi carrai pubblici da quelli riservati ai singoli proprietari, non attraverso muri ma con recinzioni aperte che lasciano filtrare la luce, mantenendo l'impianto a cielo aperto immaginato dal progetto originario: una soluzione già verificata, in entrambe le ipotesi progettuali allo studio, con i vigili del fuoco.

Sono inoltre previsti un rinnovamento completo dell'impianto di illuminazione, nuovi sistemi di videosorveglianza, dispositivi elettronici di controllo dei posti auto con accesso tramite badge e una diversificazione cromatica delle aree di sosta, pensata per rendere immediatamente riconoscibile a ciascun utente il proprio parcheggio, secondo un modello già collaudato nei grandi centri direzionali e commerciali.

Al livello superiore, quello delle piazze pedonali, l'obiettivo è superare l'effetto “trincea” che oggi espone i percorsi di superficie a rumore, smog e degrado. Piazzetta del Portello, destinata a diventare il cuore del complesso, sarà ridisegnata con due gradonate verdi e con una leggera pensilina triangolare che potrà essere opaca oppure realizzata con pannelli fotovoltaici trasparenti capaci di far filtrare la luce naturale.

A sud, l'area oggi priva di una vera funzione urbana diventerà una nuova piazza aperta verso il Parco Querini, con un piccolo teatro all'aperto da circa duecento posti che riprende l'esperienza maturata dallo stesso studio nella progettazione di spazi per grandi eventi.

Il progetto prevede anche nuove fermate degli autobus coperte lungo l'asse che attraversa il complesso, un ascensore di collegamento tra il livello dei parcheggi e quello delle piazze, la sostituzione della pavimentazione ammalorata con calcestruzzo architettonico posato sugli stessi moduli disegnati da Gino Valle, un nuovo sistema di illuminazione capace di unire luce diffusa e luce d'accento, e l'eliminazione delle barriere architettoniche attraverso rampe e transizioni pensate anche per le persone con disabilità.

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