Pocenia, 50 tori scappano da un’azienda agricola: sono stati spaventati dai fuochi d’artificio
Alcuni animali sono già stati recuperati, ma altri continuano a muoversi nelle campagne. La sindaco Debora Furlan invita i cittadini alla massima prudenza sulle strade

Una cinquantina di tori sono scappati dall’azienda agricola Fratelli Rabbiosi di via Venezia a Roveredo di Pocenia, nella notte di sabato 6 settembre, gettando nello scompiglio il piccolo paese della Bassa friulana.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la fuga degli animali sarebbe dovuta allo scoppio di alcuni fuochi d’artificio (in paese si stavano svolgendo alcune feste) che spaventati, hanno abbattuto la recinzione e sono scappati nella campagna circostante.
A dare l’allarme sono state infatti alcune persone che stavano rientrando a casa, dopo aver partecipato agli eventi, e li hanno visti scappare a grande velocità, forse perché innervositi dello scoppio, facendo intervenire non solo la Polizia locale intercomunale della Riviera friulana, ma a supporto anche gli agenti di Rivignano Teor. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la Forestale.
Tra la notte di sabato e la giornata di domenica una ventina di capi è stata recuperata, mentre due, purtroppo, sono stati trovati morti. Intanto gli altri ventotto tori, hanno trovato nella campagna della Bassa friulana un ambiente ideale con erba e acqua dove abbeverarsi e non sono facilmente recuperabili. Alcuni, infatti, hanno trovato “collocazione” vicino ad un agriturismo ad Ariis di Rivignano Teor, mettendo in apprensione i proprietari, un altro, da quanto è stato riferito, si è spinto fino a Talmassons.

Per questo motivo si è deciso di chiamare un veterinario esperto di queste problematiche che opera in accordo con le aziende sanitarie, per il loro recupero. Si è iniziato lunedì pomeriggio con lo sparo di un dardo di sonnifero da parte del veterinario che seda l’animale dando quindi il via al recupero dello stesso: si procede uno alla volta - vista la mole degli animali - e le ovvie difficoltà che bisogna gestire nelle operazioni per prelevarli e trasportarli.
Si è reso infatti necessario un mezzo idoneo. Le procedure di messa in salvo saranno lunghe, proprio perché il recupero avviene un animale alla volta: una giornata potrebbe non bastare e si andrà avanti finché tutti gli animali non saranno stato riportata all’azienda agricola di via Venezia. Il tutto è coordinato e monitorato dalla Polizia locale proprio per evitare ulteriori problemi ai cittadini soprattutto legati alla viabilità.
Ed è proprio a fronte di questa insolita e pericolosa situazione che la sindaca di Pocenia, Debora Furlan, che ha seguito fin da subito la situazione, ha emesso un comunicato di allerta in cui si «invita tutta la cittadinanza a prestare la massima attenzione durante la circolazione sulle strade del territorio comunale, in particolare nelle zone interessate dalla possibile presenza di animali liberi sulla carreggiata.
Si raccomanda di «ridurre la velocità, mantenere la massima prudenza alla guida, prestare particolare attenzione alla presenza improvvisa di animali sulla strada, evitare manovre brusche e mantenere una distanza di sicurezza adeguata». Un appello, questo, che è stato esteso anche nei comuni vicini. «La collaborazione di tutti è fondamentale per tutelare la sicurezza degli automobilisti e degli stessi animali» conclude. La sindaca Furlan, rimarca che «bisogna prestare attenzione, perché le operazioni di recupero, richiederanno tempo, quindi è meglio stare attenti».
Una situazione che ha destato non poca preoccupazione tra gli abitanti. Come racconta uno dei residenti che abitano vicino all’azienda, Loris Franco: «Ho sentito un forte rumore e ho visto passare otto tori vicino al giardino della mia abitazione, tra le case. Altri quaranta li ho visti procedere in un’altra direzione, verso i pioppi e poi tutti in strada. Pensavo che riuscissero a recuperarli quella stessa sera e invece poi mi hanno detto al mattino che erano ancora liberi». «Mi hanno causato dei piccoli danni, alle angurie, a pomodori, peperoni, cetrioli e ai meloni», conclude, «c’era ancora un mese di raccolta, direi che il danno ammonta a 500 euro».
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