Più potere per il Friuli
Dibattito
Il documento di alto profilo storico-culturale e politico approvato alla quasi unanimità dal consiglio provinciale di Udine avvia in concreto, anche per le decisioni similari già adottate dalla Provincia di Pordenone, la costituzione dell'Assemblea dei consigli provinciali del Friuli. Certo c'è, per ora, la deludente assenza della Provincia di Gorizia, che rappresenta il Friuli orientale. Ma è giusto, comunque, che le due Province del Friuli centrale e del Friuli occidentale rappresentanti la grande maggioranza dei friulani, partano subito con la costituzione dell'Assemblea del Friuli.
Ciò permetterà di ottenere rapidamente con specifica legge, in forza della normativa sull'ordinamento degli enti locali del gennaio 2006, il riconoscimento della sua costituzione quale organo di autogoverno del Friuli e l'aggiudicazione a esso di funzioni, potestà e finanziamenti che fino a ora sono stati e sono gestiti da una Regione accentratrice che si afferma, finora soltanto a parole, di voler trasformare in un ente “leggero” con soli poteri legislativi e di programmazione generale, come hanno più volte proclamato, anche con apposite leggi di riforma, sia il centro-destra - vedi la legge n. 15 del 2001 - sia ora il centro-sinistra con la legge cosiddetta Jacop n. 1 del 2006.
La battaglia di Comuni e Province per portare il potere decisionale e gestionale sempre più vicino alle attese e al controllo dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, della complessiva società civile e per dare potestà di autogoverno al Friuli non sarà facile. Per il semplice motivo - lo scriviamo perché non siamo nati ieri - che i partiti fino a ora, una volta ottenuta la maggioranza dei voti e il potere regionale, si sono in gran parte rimangiati i loro impegni elettorali e legislativi al decentramento per mantenere nelle mani centralizzate della giunta regionale e dei diversi assessorati la capacità di gestione e di spesa. È così, infatti, con la borsa in capo alla giunta regionale, che i Comuni, le Province, le famiglie, le imprese e le associazioni varie hanno dovuto rincorrere i governanti regionali per la concessione dei contributi finanziari, concessi molte volte ad amici e clientele per possibili ritorni elettorali.Di conseguenza, Comuni e Province, società civile e cittadini debbono subito mobilitarsi per imporre l'attuazione della riforma federalista della Regione, prevista, nell'ultima versione, dalla legge n. 1 del gennaio 2006. Questi mesi che ci separano dalle prossime elezioni regionali debbono essere utilizzati a tal fine. La giunta regionale, il suo presidente, tutti i partiti sia di maggioranza che di opposizione debbono essere messi alla prova del nove e giudicati, prima delle elezioni della primavera 2008, sulla loro vera o fittizia volontà di riforma federalista della Regione a favore dei Comuni singoli e associati e dell'Assemblea delle Province del Friuli. Altrimenti per Comuni, Province e loro associazioni avremo soltanto contenitori vuoti e anche la legge istitutiva del contratto unico per il personale regionale e degli enti locali, con il relativo passaggio di dipendenti regionali a disposizione degli enti locali e delle loro nuove funzioni trasmesse dalla riforma federalistica, risulterà un inutile aggravio di spesa regionale. Come temuto anche dalla Corte dei conti.
Questa battaglia, perché sia vinta, i Comuni e le Province non la debbono condurre separatamente né devono cedere a elementi di concorrenza tra loro. Il federalismo, con la sua filosofia strategica basata sulla sussidiarietà, deve essere accolto sinceramente da tutti. Alla Regione poteri legislativi e di programmazione. Al singolo Comune tutti i poteri devoluti dalla Regione. Quelli che non potranno essere esercitati dai singoli Comuni potranno passare ai Comuni associati a livello di comprensorio o di territorio omogeneo. I poteri, invece,di dimensione vasta dovranno passare alle Province singole o associate nell'Assemblea dei consigli provinciali del Friuli.
Ottenendo nei prossimi due o tre mesi l'apposita legge regionale di trasferimento di poteri, funzioni,mezzi finanziari e personale della Regione all'Assemblea delle Province del Friuli conseguiremo due risultati. Quello di permettere all'assemblea l'inizio,da subito, dell'elaborazione dei progetti per lo sviluppo e il rilancio economico, sociale e culturale dell'intera area vasta friulana che andrà realizzata d'intesa con le rappresentanze delle categorie produttive,dei sindacati dei lavoratori, delle associazioni comprensoriali dei Comuni e di tutte le rappresentanze sociali interessate. E quello di lanciare segnali a tutti,ma specialmente al Goriziano, che l'unità del Friuli,pur policentrico e plurilinguistico, ed il suo autogoverno sono nell'interesse di ognuna delle sue parti e dell'intero popolo friulano, dal Timavo al Livenza.
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