Picchia e chiude nel bagno la convivente

I carabinieri dell’aliquota radiomobile hanno arrestato un giovane di Cordenons con le accuse di lesioni e violenza privata

Un tempo le dame calavano le trecce dal balcone per incontrarsi in segreto col proprio innamorato, ora lanciano grida d’aiuto per liberarsene e mettersi in salvo. E’ successo l’altra notte, col risultato che i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Pordenone hanno arrestato per lesioni e violenza privata C. M. L’episodio - ormai uno dei tanti anche nel Pordenonese che vede le donne al centro di violenze fisiche e psicologiche - ha preso le mosse all’alba di ieri, nel momento in cui alla centrale operativa dei carabinieri di Pordenone è arrivata l’ennesima chiamata al 112. In pratica, alcuni abitanti nel residence “Le mimose”, al civico 46 di via Maestra vecchia a Cordenons, segnalavano che, da una finestra dello stesso stabile, una donna stava lanciando grida d’aiuto. Inviata una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Pordenone, anche i militari hanno avuto ben presto modo di sentire le grida di aiuto e di localizzare la donna, affacciata a una finestra ubicata troppo in alto per poter saltare giù e scappare. Individuato l’appartamento, i militari non hanno perso tempo in convenevoli e vi si sono fiondati. Per prima cosa si sono trovati di fronte un uomo, poi identificato in C. M., convivente della donna rinchiusa nel bagno. Messolo in condizioni di non poter né infierire nè interferire, i carabinieri hanno quindi puntato verso il bagno, liberando la quarantenne che vi era stata rinchiusa. La donna era in evidente stato di sofferenza. Ai militari, infatti, è stato subito evidente come fosse stata oggetto di violente percosse: aveva il volto tumefatto a suon di pugni e calci ed inequivocabili ferite da arma da taglio a un braccio e a una gamba. A quel punto, le strade della coppia si sono per fortuna divise: la donna, rinchiusa nel bagno dalla sera prima, è stata accompagnata all’ospedale, dove è stata trattenuta per alcune ore e dimessa con una prognosi di guarigione di 20 giorni (salvo complicazioni); l’uomo, invece, è stato portato al comando di via del Carabiniere, dove è stato sottoposto alle procedure di rito. In breve, i militari hanno scoperto che la donna stava subendo violenze da svariati mesi e che, in alcuni casi, era pure ricorsa alle cure del Pronto soccorso, tacendo però la natura dei traumi per paura di ritorsioni da parte del convivente e affermando di esserseli procurati in conseguenza di una caduta. Riguardo a M., è stato accertato che il giovane uomo non era nuovo a simili comportamenti, tanto che anni addietro era stato arrestato per i maltrattamenti inflitti alla nonna che l’ha cresciuto. Dichiarato una volta di più in arresto per lesioni e violenza privata, è stato condotto in carcere, a disposizione del magistrato di turno, sostituto procuratore Monica Carraturo. I carabinieri stanno ora valutando le responsabilità del giovane anche in relazione ai reati di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona.

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