Pdl al centrosinistra: «Lavoriamo insieme per il bene del Fvg»

UDINE. Se a Roma si è dato vita a un governo di larghe intese, in Fvg il Pdl, dai banchi dell’opposizione, è pronto a trovare un’intesa con il Pd su alcuni temi considerati strategici, per ridare slancio alla Regione. Nessun inciucio, soltanto una condivisione di obiettivi da raggiungere per dare più forza, in sede di trattativa con il governo nazionale, al presidente della Regione.
«I primi atti da presidente di Debora Serracchiani rivolti al governo nazionale – affermano Isidoro Gottardo e Sergio Dressi, rispettivamente coordinatore e vicecoordinatore del Pdl in Fvg – sono esplicitamente orientati alla coerenza rispetto agli impegni che si è assunta in campagna elettorale: rinegoziare il patto fiscale con lo Stato per eliminare interamente il contributo di solidarietà, a fronte del riconoscimento dei 540 milioni di euro dell’Irpef sui pensionati, e realizzare la Terza corsia attraverso procedure non straordinarie, con il contributo economico dello Stato. Auspichiamo che questi suoi propositi – aggiungono – vadano a buon fine e, a differenza di come si è comportato il centrosinistra quando era all’opposizione di Tondo, noi, di sicuro, non lavoreremo per creare ostacoli, semmai faremo esattamente il contrario, guardando sempre all’interesse della comunità regionale».
Sul tema delle infrastrutture e del rafforzamento della specialità, il Pdl si dice pronto a collaborare con il Pd per il bene del Friuli Venezia Giulia. «Ci sta a cuore la realizzazione della Terza corsia e delle altre infrastrutture, così come la piena attuazione dell’autonomia attraverso il federalismo fiscale – affermano Gottardo e Dressi – strumenti per consentire all’economia regionale di ripartire e creare nuove opportunità di lavoro. Siamo assolutamente convinti che sarebbe un errore non proseguire sulla strada tracciata dall’amministrazione Tondo. Il cambio di amministrazione, fermo restando il diritto della nuova presidenza ad agire secondo il proprio programma – precisano –, non deve interrompere quello che di positivo si stava facendo. Sarebbe questa una prova di maturità a salvaguardia dell’autonomia regionale, oltre che di responsabilità della politica regionale».
La fiducia dichiarata dal centrodestra a Serracchiani, non è però “in bianco”: «Giudicheremo la nuova amministrazione regionale sui fatti – concludono i vertici del Pdl – ovvero sulla capacità, o meno, di tramutare le promesse in atti concreti, auspicando che le sue terapie siano le più idonee, anche se su alcune di queste dubitiamo fortemente o abbiamo opinioni profondamente diverse».
Dello stesso avviso anche il neo capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Alessandro Colautti: «In un momento drammatico come quello attuale – dichiara – sarebbe poco serio e miope sperare che il tuo avversario politico fallisca. Siamo decisi a sostenere tutto ciò che andrà nella direzione di una salvaguardia della specialità della nostra Regione, delegittimata dall’ex ministro Giulio Tremonti, e di un rilancio delle grandi infrastrutture. Resta da capire – chiosa – quali saranno i margini di manovra con il governo nazionale e, a questo proposito, crediamo che le divisioni politiche potrebbero rendere meno incisiva l’azione del presidente a Roma».
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