Patto Electrolux-Roncadin ma i sindacati: «Non basta»

Siglato l’intesa sugli 80 lavoratori che da Porcia potrebbero passare a Meduno. Fiom, Fim e Uilm: «Settori differenti, dov’è la reindustrializzazione promessa?»

L’accordo tra Electrolux e Roncadin di Meduno sull’assorbimento di 80 eccedenze della multinazionale svedese nel sito che produce pizze surgelate è stato siglato ieri a Unindustria, ma secondo i sindacati il progetto né ha nulla a che vedere con la reindustrializzazione del sito di Porcia, contemplata nell’accordo ministeriale di maggio 2014, né si tratta di un piano che genera nuova occupazione, dal momento che si parla di spostare maestranze da una realtà a un’altra.

Nulla in contrario rispetto all’intesa, comunque, ma Gianni Piccinin (Fim), Roberto Zaami (Fiom) e Maurizio Marcon (Fiom) ritengono sia necessario un incontro urgente per chiarirne i termini. I nodi da sciogliere sono tanti e la vera partita sarà trovare lavoratori disposti a effettuare il passaggio. Si faranno avanti in 80? Chissà.

L’adesione a questo percorso di possibile ricollocazione prenderà avvio soltanto a fronte di una scelta individuale e volontaria dei dipendenti Electrolux. «L’accordo è frutto del lavoro costante di Electrolux nel ricercare in quattro anni soluzioni sostenibili per garantire continuità occupazionale per i nostri dipendenti in un’azienda – commenta Ernesto Ferrario, ad di Electrolux Italia –. Con questa firma abbiamo portato a termine e mantenuto fede agli impegni sottoscritti».

«Roncadin conferma il suo impegno a investire nel territorio – dice Edoardo Roncadin, presidente dell’azienda di Meduno –. Superato il colloquio di valutazione e dopo un periodo di prova di due mesi, assumeremo a tempo indeterminato i dipendenti Electrolux che vorranno fare parte della nostra famiglia». Il presidente di Unindustria, Michelangelo Agrusti, mette in luce che «non è stato semplice, ma grazie al sostegno di Regione e Governo, è stato individuato un accordo che consente alla multinazionale di continuare a produrre nel Pordenonese».

Riferendosi all’area dismessa di Porcia in attesa di ricollocazione, assicura che «Unindustria proseguirà nella ricerca di soluzioni per la reindustrializzazione di un compound attrattivo in quanto strutturato e organizzato. Non demordiamo: un’area così grande non può restare a lungo inutilizzata».

Ma i sindacati sono cauti. «Non possiamo parlare di accordo positivo a prescindere, senza averlo esaminato – spiegano –. Electrolux parla di avere mantenuto gli impegni ministeriali, ma non c’è il pieno rispetto dell’accordo 2014: la reindustrializzazione, infatti, dov’è? Le questioni in ballo sono numerose: siamo dinanzi a due aziende che operano in settori differenti. Il trattamento economico dei lavoratori sarà diverso come la parte contributiva.

Anche orario e turni nelle due realtà non presentano analogie. Come sindacati dobbiamo pensare in primis alle ricadute di questa intesa sui dipendenti».

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