«Patrimoniale, non tasse ai più deboli»

Compatti per protestare contro la manovra del governo Monti. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil di Udine, ieri mattina, si sono seduti attorno allo stesso tavolo, nella sede della Cgil, e hanno annunciato che domani, alle 15, organizzeranno un presidio davanti alla prefettura, per chiedere un incontro con il prefetto Ivo Salemme. Il fronte sindacale, dunque, torna a essere unito, e i suoi rappresentanti sono tutti d’accordo nel definire la manovra «necessaria, ma profondamente iniqua, perché punta soltanto a fare cassa accanendosi contro i soliti noti, pensionati e lavoratori, senza pensare a misure efficaci per la crescita del paese».
Il segretario della Cgil di Udine vede il futuro nero, anzi nerissimo: «Stanno già arrivando i primi dati che confermano come il 2012 sarà un anno di recessione, anche in Friuli. Per il primo semestre del prossimo anno è stato previsto – dice Alessandro Forabosco – un calo del 12 per cento della produzione e tale tendenza porterà a un consistente aggravamento della crisi occupazionale». E ancora: «Con la manovra del governo Monti, non ci sono misure per la crescita del Paese e per il rilancio dell’economia. Siamo preoccupati per il taglio alle pensioni, per l’assenza di una patrimoniale, per l’aumento dell’Iva, per l’incremento delle accise sulla benzina e per la nuova Imu: queste sono tutte misure che porteranno a una contrazione dei consumi».
Dello stesso avviso Ferruccio Viotto, segretario provinciale Uil pensionati, che afferma: «Non c’è equità, ecco perché protestiamo. Questa manovra colpisce duramente la categoria dei pensionati che negli ultimi 10 anni hanno perso il 30% del potere di acquisto. E aggiunge: «Inoltre, con le nuove misure, non si lascia il necessario spazio ai giovani, che faticheranno ancor di più a inserirsi nel mondo del lavoro».
Anche per Franco Colautti, segretario Cisl Alto Friuli, «questa manovra è a senso unico e pensa soltanto a fare cassa, non c’è nessuna misura per il rilancio dell’economia. Non si è fatto abbastanza per i giovani e l’occupazione e manca del tutto una patrimoniale». E proprio la necessità di una patrimoniale per uscire dal baratro viene ribadita pure da Roberto Muradore, segretario della Cisl di Udine, secondo il quale «serve un nuovo patto sociale tra imprese e istituzioni per non fallire». E ancora: «Il governo Monti, inoltre, deve anche capire che è giunto il momento di tassare chi vive di rendita e non soltanto chi lavora e produce ricchezza, ovvero lavoratori e imprenditori».
Renato Schinko
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